Il Tirreno

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Del marmo non si butta più via nulla, la svolta green e business degli “scarti”

Luca Barbieri
Del marmo non si butta più via nulla, la svolta green e business degli “scarti”

L’iniziativa promossa da Alessandro Franci mette la pietra al centro di un ciclo eco-sostenibile e crea nuove lastre

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CARRARA. Sostenibilità – «per la natura, per le montagne, per la vita» –, economia circolare e gli scarti della lavorazione del marmo pronti per nuove lastre che finiscono in tutto il mondo. Si chiama Stonethica, con il nome che sintetizza già la filosofia, il progetto lanciato tre anni fa dall'azienda apuana Petris spa di Alessandro Francie ceo appunto di Stonethica. Una direzione circolare, dell'economia e della cultura, complice anche una diversa sensibilità sul “green” del mercato, che sembra più rilevante; è del 2016 la creazione del consorzio Carrara Marble Way, ma ci sono anche altri casi di aziende del settore di cui abbiamo parlato in passato (“Made in Stonedust”, per esempio).

il progetto

«Stonethica nasce come produzione di materiali lapidei all’interno di un ciclo eco-sostenibile: gli scarti provenienti dalla lavorazione del marmo e della pietra naturale in genere, vengono riciclati e assemblati nelle lastre Stonethica grazie a una resina bicomponente atossica», spiega, con percentuali di contenuto riciclato che vanno dal 98,6 al 99,4 per cento. «Un marchio registrato – aggiunge – con cui la Petris poi vende il prodotto e il suo design, con distributori praticamente in tutto il mondo». Stati Uniti, Australia, Gran Bretagna, Italia, ovviamente, per «un sistema green di riutilizzo e assemblaggio degli scarti» che si traduce in pratica dai rivestimenti al design d'interni, passando per pavimenti, bagni, cucine. Lastre che finiscono nelle grandi città del mondo e nel mercato del lusso. Da dove? Dal marmo del distretto: Bianco Carrara, Calacatta, Pietra Cardoso, Bardiglio, Statuario; poi quei marmi che si trovano facilmente nelle lavorazioni dei laboratori apuani (Pietra Grey) e il Carrara mix, «una combinazione originale e di alta potenzialità espressiva nel solco della filosofia», con gli scarti dei marmi dei bacini carraresi. «Con Stonethica parliamo di scarti locali, con certificato dell'azienda francese “Bureau Veritas” con controlli periodici a certificare il ciclo di vita del prodotto; Petris utilizza materiale recuperato nei 30 chilometri di raggio», dettaglia. L'idea si concretizza dal 2017. «La lavorazione implica a sua volta la produzione di tanti scarti e ho sempre pensato poi al loro uso. Perché noi lo definiamo “scarto”, ma è lo stesso marmo in una dimensione diversa», riflette sempre l'imprenditore in un video social targato dalla “1000 Miglia” 2020 – di cui è ambassador – e nel quale chiosa: «Il lusso? È unicità, sostenibile». Concetti che ci ripete raccontando del progetto con la ricostruzione di lastre che «alla fine sembrano un mosaico di eccellenza». «Del marmo, della pietra, non butto via niente. Il mercato negli ultimi tempi ha mostrato interesse nella cosiddetta gamma eco», prosegue e conclude con un bilancio del 2020: «Visti i tempi, non mi lamento, abbiamo superato appena il fatturato del 2019». —

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