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L’Appennino lunigianese coperto di neve Ma gli impianti di Zum Zeri restano chiusi

r.s.
L’Appennino lunigianese coperto di neve Ma gli impianti di Zum Zeri restano chiusi

Imbiancati anche le colline e i paesi più in alto come Montelungo e Arzelato Strade tutte percorribili ma c’è il pericolo del ghiaccio

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pontremoli

Le previsioni meteorologiche dei giorni scorsi sono state confermate. Ieri mattina è arrivata la neve in Lunigiana, anche se in realtà non è atterrata sino al piano ed infatti a Pontremoli, ad eccezione di qualche fiocco trasportato dal vento, non ci sono stati segni della presenza della bianca coltre. Ma tutt’intorno il paesaggio si presenta imbiancato ed infatti molte frazioni del comune si sono svegliate avvolte da un bianco mantello. Come ad esempio a Montelungo, l’ultima frazione pontremolese prima di raggiungere il passo della Cisa o ad Arzelato frazione che confina con il comune di Zeri.

Non sono stati segnalati problemi al traffico anche se viene consigliata la massima prudenza nell’affrontare le strade dove è caduta la neve. Comunque per il momento non vengono segnalati accumuli che possano limitare la viabilità.

Anche a Zeri la neve è caduta, e in alcune zone in maniera piuttosto abbondante. Sarebbe, abitualmente, una bella notizia per l’impianto sciistico dello Zum Zeri, considerando che la nevicata è arrivata a ridosso dell’abituale data dell’apertura, ovvero l’8 dicembre. Ma, come sappiamo, la situazione è decisamente particolare e proprio in questi giorni gli impianti sciistici sono al centro di un acceso dibattito con il Governo che pare deciso a tenere chiusi le stazioni sciistiche almeno fino al 15 gennaio.

Si discute invece sulla potenziale apertura degli alberghi nelle aree sciistiche, e questa ipotesi apre ad un filo di speranza a Maurizio Viaggi, gestore dell’impianto di Zum Zeri: «Per le feste di Natale, stiamo attendendo il Dcpm e il passaggio della Regione Toscana in zona giallaper potere, in sicurezza riaprire il rifugio». Detto questo ovviamente non viene condivisa la scelta operata dal governo di chiudere gli impianti sciistici «le piccole stazioni invernali dell’Appennino sono una ricchezza per il territorio, per le opportunità economiche, sociali e ambientali che le stesse offrono alle comunità montane. Skilift e seggiovie garantiscono il distanziamento, le dimensioni ridotte della stazione e un utenza di vicinato consentono di esercitare al meglio ogni azione di prevenzione». —

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