Il Tirreno

Genitori di alunni carraresi contro la società Nausicaa

Luca Barbieri

Il caso della positività di un’accompagnatrice di scuolabus 

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Carrara

«Se c'è un caso sospetto positivo Covid perché non comunicarcelo in via precauzionale? Si accorciano tempi e i rischi». È questo il messaggio che arriva da un gruppo di genitori carraresi sul piede di guerra con Nausicaa – che gestisce il trasporto scolastico – per via di una comunicazione della quarantena da parte di Asl arrivata nelle scorse ore e che loro reputano tardiva. Martedì scorso, ricostruiscono, arriva la comunicazione da parte della scuola per l'isolamento dei contatti dovuto a un caso di positività di un’accompagnatrice di scuolabus; in preda alla preoccupazione comincia un tam-tam di telefonate che porta però prontamente a escludere che possa trattarsi di alunni o personale scolastico: non ci sono classi in quarantena. Il nodo della vicenda, secondo i genitori, è nel rapporto tra tempistiche e gestione: «Ci doveva essere una comunicazione diversa, il tempismo e la trasparenza sono fondamentali in questa situazione. Ci sono di mezzo i bambini, sono passati giorni dall'arrivo dell'esito del tampone», il loro refrain. A fare il punto è allora il sindaco Francesco De Pasquale che ha tra le deleghe quella della scuola. «Comprendo le preoccupazioni dei genitori, ma dopo aver sentito l’Ufficio istruzione del Comune e Nausicaa posso assicurare loro che questa vicenda è stata gestita da parte di tutti con grande correttezza e tempestività. E quando dico tutti intendo il lavoratore, Nausicaa, l’Ufficio istruzione e l’azienda sanitaria. Di più: tra Nausicaa, uffici comunali e scuola c’è stata una collaborazione, anche informale, che è andata oltre la norma e si è innescata proprio per garantire la sicurezza dei bambini», assicura il sindaco. E spiega: «Non appena è arrivata da Asl la comunicazione della quarantena, martedì 1 dicembre, la scuola è stata messa al corrente della situazione. Il tempo trascorso tra l’ultimo giorno di lavoro del dipendente (23 novembre) e l’attivazione della procedura di isolamento dei contatti (1 dicembre) è stato necessario per sottoporre il lavoratore al tampone e conoscerne l’esito: devo dire che si tratta di una tempistica ragionevole, considerato l’elevato numero di richieste ed esami che vengono effettuati in questo periodo. Ricordo che solo acquisito l’esito del tampone è possibile attivare la procedura di quarantena: la positività è stata comunicata il 30 novembre e il giorno successivo sono scattate le procedure».

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