Italia
«Controlli impossibili su Gaia bisogna cambiare la società»
massa carrara
«Dal convegno del 27 novembre è emerso che nè l’attuale “società in house” nè una societa “benefit”, permettono di verificare, attraverso il “controllo analogo”, le attività del gestore idrico». Questo è ciò che dichiarano i rappresentanti del coordinamento Cca insieme al Forum Italiano dei movimenti per l’acqua e all’istituto “Zaccagna-Galilei” di Carrara. Un incontro, quello di venerdì scorso, a cui hanno partecipato realtà associative e comitati di cittadini, ma amministratori, tra gli altri, il sindaco di Tresana Matteo Mastrini, il vice sindaco di Carrara Matteo Martinelli, il vice sindaco comunale di Massa Pierlio Baratta, l’assessore di Forte dei Marmi Enrico Ghiselli, il consigliere di Massa Paolo Menchini, nonché lo stesso direttore generale di Gaia Paolo Peruzzi.
Da una parte comitati e associazioni che chiedono di trasformare Gaia in una azienda speciale di diritto pubblico, dall’altra la maggioranza dei sindaci che sostengono una forma societaria di diritto privato del servizio (la società Benefit). “È fondamentale che i cittadini non deleghino in toto decisioni così strategiche come quella della forma gestionale di un servizio idrico - sostiene il segretario nazionale del Forum Italiano dei movimenti per l’acqua Paolo Carsetti.
Durante il convegno, si è toccato il tema dei poteri che la legge attribuisce all’azienda speciale, che è un ente di diritto pubblico (il braccio operativo degli Enti locali), ma è anche un ente economico, perché ha l’obiettivo dell’equilibrio di bilancio: ossia dell’equivalenza tra costi e ricavi. Quest’ultimo aspetto è molto importante, dicono i comitati, «perché i ricavi uguali ai costi comporteranno l’applicazione di tariffe più basse per gli utenti». Inoltre, sostengono, la azienda speciale è realmente un ente strumentale di ogni singolo Comune in grado di dare maggiore garanzia alla commissione per l’esercizio del controllo analogo». Con l’attuale struttura societaria, invace, dicono ancora i comitati, la commissione di controllo analogo, che dovrebbe svolgere funzioni istruttorie e di supporto alle attività fondamentali e strategiche è di fatto impossibilitata a controllare l’operato di Gaia. «Lo hanno dichiarato apertamente dai rappresentanti della commissione di controllo analogo, Renzo Pedonese e Daniele Ferrante – scrive il coordinamento dei comitati – i quali hanno affermato che, allo stato dell’arte, nonostante la buona volontà, non sono in grado di poter controllare l’operato di Gaia perché la struttura societaria in house non lo permette e che ciò non genera che malumori e senso di frustrazione. Questa anomalia normativa non si supera certamente dando a Gaia un altro assetto societario privato, ovvero quello di una ‘Società Benefit’, come ha ribadito più volte Remo Valsecchi il tecnico del ‘Forum’». Dunque, è la tesi del coordinamento, occorre cambiare l’assetto della società. —
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