Il dolore
«Nessuna risposta al tampone ma mio figlio è cardiopatico»
massa
«Mio marito ha avuto in passato gravi problemi di salute. Il nostro bambino, di 4 anni, è cardiopatico. Nessuno dei due mostra sintomi, ma possibile che dal 16 novembre non sia ancora arrivato l’esito del tampone?».
Barbara (non scriviamo il cognome per motivi di privacy legati alla minore età dei figli) è riuscita, dopo molta fatica, a parlare con il centralino Asl. La risposta, in parte evasiva, è che «ci sono state problematiche con i tamponi del 16 novembre di Avenza. Il referto potrebbe arrivarle a casa a giorni».
Forse, o forse no. Cos’è successo con i tamponi eseguiti ad Avenza quel giorno? «Se sono stati smarriti ritengo che l’Asl dovrebbe farcelo sapere». Casi come quello di Barbara e della sua famiglia, dove due persone sono immunodepresse, mettono in evidenza la fragilità del sistema legato al tracciamento e ai laboratori tamponi. Non sono casi isolati. In tanti ricevono risposte ai test dopo 15-20 giorni, ma un conto è trovarsi in un situazione di relativa tranquillità da un punto di vista sanitario, un’altra sapere che la salute tua o dei tuoi cari potrebbe essere minata gravemente dal virus.
Barbara, 38 anni, ha saputo di essere positiva dopo un test sierologico al lavoro: «Era il 13 novembre, il 15 ho fatto il tampone rapido. La risposta, arrivata il 17, ha confermato la positività. Premetto che non ho mai avuto sintomi. Mi sono isolata dal resto della famiglia, in un piano della casa, in cui vivono anche mio fratello e mia mamma. Logicamente, ho lasciato i bambini - un maschio di 4 e una femmina di un anno - con il padre. Il 19 novembre ho ricevuto la chiamata della Asl, che prendeva in carico il mio caso e di conseguenza i parenti stretti. Con prescrizione del medico curante, mio marito ha eseguito il tampone il 16 novembre. Di questo non abbiamo mai ricevuto il risultato, nonostante io abbia chiamato i numeri della Asl innumerevoli volte, facendo attese anche di due ore e sentendomi alzare la cornetta per poi riattaccare velocemente. Non dico - aggiunge - che tutti gli operatori con i quali ho parlato siano stati poco inclini a darmi aiuto, ma il risultato è che nessuno ha saputo dirmi niente sulla “fine” di questo tampone, che noi crediamo ormai essere perduto».
La madre e il fratello di Barbara si sono sottoposti a tampone il 24 ad Avenza e il giorno dopo hanno ricevuto l’esito, negativo per entrambi. Un piccolo sospiro di sollievo in una situazione complicata. «Ho preso appuntamento da sola tramite il sito per il pomeriggio del 26. Il giorno precedente ho ricevuto una telefonata dalla Asl, che mi fissava un appuntamento per il 30 novembre. La signora mi ha detto che ho fatto bene, perché i loro tempi sono più lunghi. Sono in attesa, dopo 48 ore, di sapere se finalmente risulterò negativa. Non potrò ancora vedere i miei figli, in quel caso inizierebbe la loro quarantena, ma sarebbe un sollievo. Ci salutiamo dalla finestra... ogni tanto il babbo me li mostra in videochiamata». —
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