Il Tirreno

La ristorazione in ginocchio «Incassi giù del 90 per cento»

Gianluca Uberti

Alfano (Da Mimmo e Francesca): ristori governativi già finiti Gambin rinuncia all’asporto, Montagna Verde prova col web

3 MINUTI DI LETTURA





AULLA

Se c’è una categoria che sta patendo più di altre le pesanti restrizioni imposte per contenere la diffusione dell’epidemia da Covid-19, è quella dei ristoratori. Ci ha un bar, altra categoria molto penalizzata, può sperare di limitare, per modo di dire, le perdite con l’asporto, favorito dagli orari di apertura e dal fatto che i bar sono in posizioni più facilmente raggiungibili dalla clientela. Ma per un ristoratore la faccenda, spesso, è molto più complicata.

Iniziamo il nostro giro dal ristorante/trattoria “Da Mimmo e Francesca” sulle Lame di Aulla. Sembrano ormai lontani i tempi in cui, era un paio d’anni fa, il ristorante/trattoria assurgeva alla ribalta nazionale grazie alla trasmissione televisiva “Camionisti in trattoria”, andata in onda su Dmax e condotta dallo chef Gabriele Rubini in arte “Rubio”. Ora la realtà parla una lingua drammatica: «Ho il 90% di incassi in meno – dice senza tanti giri di parole Domenico Alfano detto Mimmo – e se facevo 2mila euro in una sola domenica in tempi normali, ora ne faccio a malapena 500 con l’asporto in due weekend. Mi auguro davvero che ci facciano lavorare, ovviamente in sicurezza, anche la sera nelle prossime festività natalizie, visto che i ristori del Governo sono finiti in pochi giorni e sono serviti solo per tamponare le spese. Basti pensare che non riesco a pagare l’Inps e l’acconto delle tasse…» aggiunge sconfortato Domenico Alfano.

Risaliamo verso Aulla per arrivare a Podenzana al ristorante “Da Gambin”, dove anche Matteo Podenzana stima in un 90% la perdita di lavoro: «Stiamo facendo dei lavori nel locale e alla riapertura, spero presto, saremo in grado di offrire un ambiente più ampio, gradevole e sicuro. Noi abbiamo scelto di non fare asporto, però abbiamo tante spese comunque e, nonostante i ristori governativi siano arrivati, ci sono bollette con cifre paradossali da pagare, come acqua e rifiuti. E’ positivo e ci conforta molto che la nostra clientela abituale ci chiami per sapere come va, è un grande supporto dal punto di vista psicologico” sottolinea Matteo Podenzana.

Chiudiamo il nostro giro all’agriturismo “Montagna verde” all’Apella di Licciana Nardi. Qui Barbara Maffei quantifica in un 70% il calo nell’ultimo trimestre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e in 35% in meno sull'intero anno rispetto al 2019: «Ovviamente stiamo perdendo i fine settimana, visto che in questo periodo dell’anno lavoriamo, soprattutto, con il ristorante. E poi c’è tutta la parte relativa alla valorizzazione del vino novello e della farina di castagne, che stiamo perdendo, ma ci siamo attrezzati e, in questi giorni, inizieremo a vendere e a spedire i prodotti tramite una pagina di shopping ecommerce online sul nostro sito web, a cui allegheremo le ricette per confezionare i prodotti a casa. Inoltre, il nostro chef Luca farà dirette Facebook ad hoc per dare qualche dritta in più. C’è, poi, il discorso del turismo didattico con le scuole che sta venendo a mancare. Fortunatamente, però, grazie alle nostre associazioni di categoria, gli agriturismi, che inizialmente ne erano esclusi, sono rientrati nel decreto ristori, quindi anche noi abbiamo ricevuto gli accrediti. Certo, speriamo di potere riaprire per le vacanze natalizie e questo periodo così travagliato ci insegna che, ora più che mai, occorre essere grandemente flessibili nel fare impresa», conclude Barbara Maffei. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa