Il Tirreno

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Entra in ospedale negativo e muore contagiato dal Covid

cristiano borghini

Mario Cinquanta era ricoverato  a Pontremoli ma due tamponi avevano dato esito negativo Era stato portato al Noa per l’aggravarsi dei sintomi

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La comunità tresanese deve affrontare un’altra dura perdita a causa del Covid-19: Mario Cinquanta, 89 anni, è spirato nella notte tra mercoledì e giovedì al Noa, dov’era stato ricoverato per l’aggravarsi delle sintomatologie dovute al contagio.

La storia di Mario Cinquanta è lungi da essere il classico caso da contagio contratto da una persona anziana e deceduta per le complicanze di questo terribile virus. Mario Cinquanta, infatti, all’ospedale Sant’Antonio Abate di Pontremoli ci è entrato da negativo, risultato rilevato da ben due tamponi, per una colica, causata molto probabilmente da un’indigestione. Esami successivi hanno indotto i medici a porlo in osservazione in Chirurgia per effettuare ulteriori analisi del suo quadro clinico. Rimane all’incirca dieci giorni presso il nosocomio pontremolese, poi la comparsa dei sintomi e la corsa al Noa dove è spirato.

Il contagio è avvenuto all’interno del Sant’Antonio Abate, su questo dubbi non ve ne sono data la cronologia: visto la negatività riscontrata all’ingresso e la comparsa successiva della sintomatologia che ha aggravato in fretta il quadro clinico del paziente.

Sono tante le domande che sorgono di fronte a quest’episodio, non sicuramente isolato, visto che da Marzo sono state tantissimi i contagi che sono avvenuti tra le mura ospedaliere, come già accadde nelle zone rosse lombarde ad inizio epidemia: come è possibile che in un ambiente controllato possa diffondersi tra i pazienti?

Un operatore sanitario potrebbe aver contratto il virus nel padiglione Covid e poi essere passato in servizio tra le degenze? I protocolli di sicurezza sono stati rispettati pedissequamente oppure no? Il numero di dispositivi di protezione individuale sono sufficienti per tutto il personale oppure alcuni devono ricorrere a mezzi di protezione meno efficaci? E’ possibile che il Coronavirus sia potuto entrare tra i letti ordinari senza che nessuno se ne sia accorto?

La più importante di tutte, e che dovrebbe essere oggetto di dibattito, riguarda la convivenza, nello stesso plesso ospedaliero, di reparti destinati alle cure ordinarie e quelli destinati al contrasto del Covid.

Una convivenza che aumenterebbe esponenzialmente la possibilità di veicolare il virus tra gli operatori sanitari e passarlo, se non vengono adottate tutte le profilassi di sicurezza, ai degenti, molto spesso anziani e più vulnerabili agli effetti del Coronavirus. Interrogativi, per ora, senza risposta, che dovranno essere risolti prima che gli ospedali, da porti di salvezza, si trasformino in gironi infernali. —



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