Italia
«Stop ai pregiudizi, guardiamo la gravità dei comportamenti»
Massa
Lei, dipendente dell’Asl, la violenza l’ha conosciuta sulla propria pelle. Per anni. Le ha segnato la vita, le relazioni, l’identità. Così, nella giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne, ha scritto una lettera e chiesto alla direttrice generale Maria Letizia Casani di renderla disponibile a tutti. La direttrice ha accettato.
«Quest'anno in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne - scrive la vittima di violenza - fagocitati dall'emergenza Coronavirus, nemmeno i consueti convegni e incontri, ma questo sarebbe il minimo. Ciò che continua a mancare, è una consapevolezza sulla violenza sulle donne. L'incapacità di riconoscerla in ogni suo aspetto. Non è violenza finché non scorre sangue, finché una donna non viene trovata morta ammazzata. Solo in casi così estremi, prevale lo sgomento anche se non manca mai l'idiota di turno che va in soccorso dell'assassino, interrogandosi sul comportamento più o meno etico tenuto dalla vittima. Questo atteggiamento, se in queste circostanze è un fenomeno abbastanza isolato, diventa diffuso in altre forme di violenza, considerate minori, come se potessero rientrare nell'ordine delle cose. Troppo spesso, la gravità di certi comportamenti, intimidazioni, offese, minacce, diffamazione sui social, viene parametrata, passando dal giudizio morale della donna vittima di violenza. È questo retaggio culturale che sta alla base di tante denunce non fatte, di troppe donne ammazzate, violentate, stalkerate. L'indifferenza e il silenzio generano ulteriore paura... Dobbiamo imparare a guardare certi comportamenti con gli occhi giusti, in modo da poterli riconoscere, impedendo al pregiudizio di opacizzare vista e mente. Chi uccide, stupra, picchia e perseguita una donna è un delinquente, punto e basta. Così l'auspicio è che possiamo ritrovare il piacere di una solidarietà vera, non solo dichiarata, solidarietà che matura giorno dopo giorno dentro di noi, l'unica che può dimostrarsi nella vita di tutti i giorni, attraverso le piccole cose, un semplice gesto, una parola, addirittura un'intonazione della voce, altrimenti è finzione e si vede». —
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