Sicurezza
Silos uccise l’operaio, tre consulenti al lavoro
Controlleranno i video dell’accaduto e la situazione al cantiere Sessanta giorni per depositare le consulenze, sei gli indagati
ortonovo
Due tracce sulle quali lavorare per capire se dietro la morte di Nicola Iacobucci, operaio di 36 anni, c’è la responsabilità di qualcuno. I materiali e il rispetto delle norme sul lavoro, con analisi sul campo. E il posizionamento degli operai nel cantiere, oltre che ai loro movimenti negli attimi precedenti la tragedia. Per stabilire se ci fosse qualcosa fuori posto.
Da un lato i rilievi sul posto, la segheria dove stava lavorando. L’ingegnere Paolo Napoli, nominato dalla sostituto procuratrice Claudia Merlino, è a lavoro sull’area che ancora sotto sequestro.
Ha fatto un primo accesso e sono stati eseguiti dei rilievi per verificare la strutture e anche la marmettola che era contenuta dentro al silos. Oltre all’ingegnere Napoli, come detto nominato dalla procura di La Spezia, c’era anche il consulente delle parti civili. La famiglia di Iacobucci, rappresentata dall’avvocato Matteo Dell’Amico. Costoro hanno nominato l’ingegnere Fabio Bernardini.
E contestualmente ovviamente sul posto si trovava un consulente nominato da uno dei sei indagati, che ha svolto i suoi rilievi insieme ad altri.
Il perito della procura si è dato termine 60 giorni per depositare la sua consulenza, dunque occorrano due mesi perché ci siano novità concrete sul caso sul fronte giudiziario. Le indagini ovviamente sono appese a questo: capire se Iacobucci fosse al posto giusto, con la giusta attrezzatura, rispettando le distanze di sicurezza in un cantiere sicuro. La possibilità di accedere ai file video chiaramente garantisce delle possibilità in più rispetto ad altri accertamenti di questo tipo.
Gli indagati sono: Tania Guastini, della ditta Sada che diede in appalto alla Santema, l’azienda i Iacobucci, i lavori alla segheria; Giovanni Simonelli, del gruppo Simonelli, proprietari della segheria e Renzo Adorni. A questi a distanza di qualche giorno si aggiunsero altri tre indagati: Claudio Domenico Simonelli, titolare dello stabilimento, l’operaio, Maurizio Franchi e Danilo Bellini.
In uno dei filmati, si vedrebbe nitidamente Nicola Iacobucci intento a lavorare all’interno di un cestello posto all’estremità di un braccio mobile collegato a una piccola gru.
L’operaio starebbe segando la parte finale del silos, applicando una procedura che gli stessi inquirenti classificano come fuori norma. Anzi, le leggi fisiche non darebbero spazio ad altra interpretazione, se non quella del mancato rispetto di ogni regola legata alla sicurezza. —
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