Il Tirreno

crollo del ponte 

«Non possiamo morire solo perché non siamo Genova»

Cristiano Borghini

Dopo Confindustria La Spezia scende in campo l’associazione provinciale Venturi: serve una war-room, un’unità di crisi sempre pronta e dedicata

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albiano magra

«Sul territorio di Albiano Magra, nel comune di Aulla, abbiamo cittadini e imprese che di fatto sono ancora isolate dopo il crollo del ponte avvenuto l’8 aprile scorso. Non possiamo morire solo perché non ci chiamiamo Genova, perché la magistratura deve fare la sue legittime verifiche o perché i Ministeri non si parlano tra loro. La politica deve poter decidere e disporre, altrimenti la burocrazia ci uccide».

Lo dice Matteo Venturi, presidente di Confindustria Massa Carrara a quasi otto mesi dal crollo del ponte sul fiume Magra. E così, dopo quella della Spezia, anche l’associazione industriali provinciale prende ufficialmente parola. Anche se non sono le parole a servire ora, bensì i fatti.

Secondo Venturi «per le emergenze di questo genere serve una war-room, un’unità di crisi sempre pronta e dedicata che intervenga il giorno dopo la catastrofe e goda delle più ampie deleghe per mettere in condizioni un territorio di vivere. Non ha senso restituire a quel territorio un ponte quando le imprese non ci saranno più perché saranno già fallite ed i cittadini dimenticati a se’ stessi, oltre che isolati». L’11 novembre scorso, intanto, è stato nominato Fulvio Maria Soccodato come nuovo commissario straordinario per la ricostruzione del ponte.

«Siamo arrivati dopo quasi otto mesi di immobilismo a nominare il secondo commissario dopo Enrico Rossi - commenta ancora Venturi - ma cosa è stato fatto in tutto questo tempo? Ad oggi risulta che sia in via di approvazione il progetto del ponte definitivo, che non sarà consegnato prima di circa due anni tra aggiudicazione ed esecuzione, lasciando cittadinanza ed imprese scollegate, questo conferma che viviamo in uno Stato che resta immobile, ingessato dalla burocrazia, mentre il paese reale muore».

Interpellato dal Tirreno, il sindaco di Aulla Roberto Valettini ha fatto sapere due giorni fa di essere in costante contato con Anas. Quel che è certo è che il Covid ha precipitato le aziende nella crisi, e l’isolamento creato dal crollo del ponte non aiuta. —



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