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Drappo rosso e luce, simboli e iniziative per dire mai più violenza sulle donne

Drappo rosso e luce, simboli e iniziative per dire mai più violenza sulle donne

Un lungo telo steso sulla facciata di Palazzo ducale E la Plava si illumina per sensibilizzare sul tema  

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Massa

C’è un drappo rosso che scende lungo la facciata di Palazzo Ducale. Un simbolo e l’impegno fattivo contro la violenza sulle donne.

Ieri infatti era la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, proclamata dall’Onu con la risoluzione del 1999. Di lato al drappo, sulla facciata di Palazzo ducale, una gigantografia di “L’amore è un’altra cosa”, la mostra fotografica che avrebbe dovuto essere aperta nel Palazzo, nelle sale della ex presidenza della Provincia, annullata per l’emergenza pandemica: l’iniziativa era stata promossa dal Cif di Carrara e dall’Associazione Sabine di Carrara, con il patrocinio dell’ente di palazzo Ducale. A srotolare il drappo ieri sono stati il presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti, Francesca Menconi (Cif Carrara) e Ilaria Vettorini (Associazione Sabine). I manifesti fotografici sono stati poi presentati al Prefetto, Claudio Ventrice.

Facce segnate di rosso: quel segno lo hanno portato per tutta la giornata sul volto assieme alle rappresentanti delle associazioni, il prefetto e il presidente Lorenzetti. come lo portano, ogni giorno, le donne vittime di violenza.

Un simbolo il drappo e un simbolo la luce accesa sulla facciata della caserma “La Plava” a Massa. Sono state infatti illuminate - di arancione - tutte le caserme dell’Arma che ospitano le stanze del progetto “Una stanza tutte per sé”, nato per assistere la donna nel delicato momento della denuncia delle violenze subite, grazie a una collaborazione tra Carabinieri e il Soroptimist International d’Italia. In ogni caserma, dove lo spazio lo ha consentito, è stato previsto anche un angolo per l’accoglienza o lo svago dei bambini che accompagnano la mamma e c potrebbero essere stati oggetto di violenza diretta o assistita.

Simboli importanti, ma anche tante iniziative seppur, visto la situazione, on line. Il Comune di Montignoso, infatti, si è fatto promotore di un flash mob e a Carrara in molti bar a chi ha ordinato un caffè o un cappuccino da asporto è stata consegnata una bustina di zucchero con il numero del centro antiviolenza.

Simboli, iniziative e decisioni, come quella assunta della giunta massese, di destinare all’associazione Arpa/Duna, che già gestisce i Centri antiviolenza e la Casa Rifugio del territorio, un altro immobile in disponibilità del Comune, sequestrato alla criminalità organizzata. Si tratta di una struttura che diventerà una Casa di semi-autonomia per le donne che hanno subìto violenza, già inserite in un percorso di recupero e che, uscite dalla protezione delle Case rifugio, potranno così consolidare il proprio percorso verso la piena indipendenza. L’apertura di questa Casa - spiega l’assessora Amelia Zanti - è un ulteriore risultato dell’amministrazione che sin dall’inizio ha lavorato per rafforzare la rete cittadina di strutture a sostegno delle donne vittime di violenza. —

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