Il Tirreno

Influenza, forniture di vaccini bloccate a Massa-Carrara

Daniela Marzano
Influenza, forniture di vaccini bloccate a Massa-Carrara

Allarme dell’Ordine dei medici. E per i tamponi rapidi per il Covid: accordo nazionale, ma al momento nessuno indicazione

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MASSA. Con l’inizio dell’autunno è cominciata a livello nazionale la consueta campagna di vaccinazione antinfluenzale, quest’anno maggiormente consigliata come una ulteriore difesa per contrastare l’infezione da Covid-19.

La risposta da parte della categoria dei medici e dei cittadini è stata puntuale, ma si sono verificati degli intoppi nella fornitura che hanno influenzato un normale svolgimento della campagna di vaccinazione. “All’inizio è stato chiesto ad ogni medico di famiglia di indicare il numero dei pazienti che avrebbero dovuto essere vaccinati – racconta il dottor Carlo Manfredi, presidente dell’Ordine dei medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Massa-Carrara – considerato quest’anno l’anticipo di 5 anni rispetto alla classica soglia della popolazione anziana, oltre ai consueti portatori di patologie a rischio di complicazioni (ad esempio cardiopatici, diabetici, oncologici), ai bambini piccoli e ai soggetti che svolgono mansioni di pubblica utilità. Questo avrebbe portato un incremento del 20% della popolazione da vaccinare. E’ iniziata quindi la fornitura corrispondente a 60 vaccini per volta fino a 20 giorni fa, quando si è interrotta la consegna tranne un piccolo quantitativo sporadico. Attualmente siamo in attesa della consegna finale di una quota variabile a seconda delle richieste fatte e siamo in difficoltà perché ipotizziamo che per alcuni l’obiettivo valutato in partenza non potrebbe essere raggiunto ed alcuni vedranno sfumare questa opportunità. Se prendo la mia situazione personale di medico, ad esempio, avevo richiesto 700 dosi e me ne mancano ancora 110 per arrivare a quota 600, inferiore quindi al totale che era necessario”.

Alla base di questo blocco di fornitura ci possono essere varie cause, imputabili ad una interruzione momentanea di produzione o ad un riarrangiamento di quote tra regioni. Esistono infatti regioni virtuose, che hanno individuato un numero in surplus alle necessità, ed altre che sono in affanno e faticano a reperire le dosi necessarie. Un altro problema che sta investendo la categoria dei medici di famiglia è quello della somministrazione dei tamponi rapidi per il Covid, non ancora arrivato ad una risoluzione, “C’è stato un accordo a livello nazionale, ma occorre vedere le singole realtà. Al momento siamo ancora in attesa di un accordo dell’azienda che valuterà come organizzare questo tipo di proposta. Si stanno svolgendo in questi giorni riunioni dell’Area Vasta che prenderanno in considerazione le direttive regionali. Al momento non abbiamo alcuna indicazione in merito”. —
 

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