Il Tirreno

centrale di tavarnelle 

Chiesti rimborsi per 4,5 milioni di euro L’ira di Martelloni

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licciana nardi

Il sindaco di Licciana Nardi, Renzo Martelloni, informa di aver chiesto un rimborso di 4,5 milioni di euro per la centrale di Tavernelle.

«La Regione - ricorda Martelloni - ha archiviato con decreto 12911 del 2019 la pratica relativa alla realizzazione della centrale idroelettrica di Tavernelle. Sembrava così terminare con un lieto fine questa spinosa questione che aveva visto l’amministrazione contrapposta al comitato spontaneo per la difesa del Taverone. Nell’aprile del 2011 Luigi Lorenzani aveva presentato alla provincia di Massa Carrara una richiesta di “Concessione di derivazione d’acqua ad uso idroelettrico” sul torrente Taverone. Da quel momento si susseguirono tutta una serie di rimpalli fra Lorenzani e gli enti, Conferenze dei servizi, ricorsi al Tar e al tribunale Superiore delle Acque che si sono protratti fino alla Conferenza regionale dei Servizi del 21 maggio 2019, quando la Regione Toscana archiviò la pratica, con grande soddisfazione da parte di tutti».

Il vero problema di questa centrale, afferma Martelloni, era nato nella Conferenza del 23 ottobre 2013. «L’assenza tecnica e/o politica del Comune di Licciana Nardi si tramutò in un assenso al progetto. Questo fu l’errore più grande fatto in quel momento dall’amministrazione Manenti, errore del quale oggi stiamo ancora pagando le conseguenze. Sono rimasto sorpreso quando nella mattina di giovedì mi sono visto recapitare un bustone di colore verde e all’interno del quale ho trovato un ricorso presso il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma nel quale il signor Andrea Lorenzani, che agisce in nome e per conto del padre Luigi, chiede un risarcimento di tutti i danni subiti da quest’ultimo, tra cui anche quelli d’immagine come da perizia calcolati in 500mila euro. Complessivamente viene richiesta, alle parte citate in causa: Regione Toscana, presidente e Direzione Ambiente ed Energia, il Comune di Licciana Nardi in persona del sindaco, la Provincia di Massa Carrara e dirigenti, il Comune di Comano in persona del sindaco la somma di 4.501.045,59 euro oltre interessi e rivalutazione monetaria come di Legge. Devo dire chiaramente che questa amministrazione e questo sindaco non può accettare più di dover pagare per sbagli fatti da altri, ove per tanto venisse accettato la responsabilità di soggetti estranei a questa amministrazione e magari facenti parte di amministrazioni del passato agli stessi verrà chiesto il debito conto». —

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