Il Tirreno

confindustria la spezia 

«Aziende a rischio basta immobilismo»

Gianluca Uberti
«Aziende a rischio basta immobilismo»

Crollo ponte, l’associazione degli industriali sollecita gli enti: irrisolto il problema del collegamento tra Albiano e Aulla

3 MINUTI DI LETTURA





AULLA

Quello di Albiano Magra è davvero un territorio di confine. Infatti, a un tiro di schioppo c’è la Liguria, c’è Ceparana di Bolano, dove c’è chi vorrebbe vedere realizzate le rampe autostradali, ma sulla A12. E se i rapporti privilegiati, anche e soprattutto economici, prima del crollo del ponte erano già con La Spezia, ora lo sono ancora di più.

Ragion per cui Confindustria La Spezia era già intervenuta nelle settimane successive all’8 aprile scorso, perorando la causa delle rampe autostradali sia sulla A12 che sulla A15 ad Albiano per togliere la più popolosa frazione aullese dal semi isolamento, e torna a farlo oggi a sostegno delle aziende e della popolazione. Non a caso, nel nuovo intervento gli industriali spezzini fanno subito notare di essersi spesi, nell’immediatezza del crollo del ponte di Albiano Magra, “per offrire un utile contributo finalizzato a ridurre i disagi della popolazione ed in modo particolare atto ad assistere le attività produttive site nella frazione e nei Comuni interessati dall’evento negativo. Nell’aprile e nel maggio scorsi, attraverso l’invio di tre missive, l’associazione – continua Confindustria La Spezia – ha chiesto al Governo di attivare procedure analoghe a quelle adottate per la ricostruzione del ponte Morandi di Genova ed alle Regioni Toscana e Liguria l’attivazione immediata di iniziative speciali. Apprendiamo, inoltre, con favore la notizia che il ministro Paola De Micheli abbia espresso il proprio assenso alla costruzione delle rampe sull’autostrada A15, rimanendo, comunque, irrisolto il problema del collegamento dell’abitato di Albiano Magra con il Comune di Aulla, la vallata del Magra e la città della Spezia”.

Arriva, quindi, un affondo deciso nei confronti della politica, a rappresentare il grido di dolore di un tessuto economico messo in ginocchio sia dal Covid-19 che dall’assenza del ponte: “A quasi otto mesi dal crollo, Confindustria La Spezia si vede, pertanto, costretta a prendere atto della assoluta mancanza di risposte concrete alle legittime richieste degli operatori economici coinvolti dall’evento, formulate per loro conto da questa associazione nella propria veste di corpo intermedio della società. È venuto il momento di agire e di superare inutili personalismi. Confindustria La Spezia si vede, dunque, costretta nuovamente a richiamare l’attenzione di coloro che ricoprono incarichi di responsabilità affinché si prendano rapide decisioni in merito, poiché l’immobilismo che ha contraddistinto questi mesi sta mettendo in serio pericolo la sopravvivenza di molte realtà economiche che operano su quel territorio, oltre ad arrecare disagi continui alla collettività. L’urgenza è palese a tutti. È ora necessario porre in atto, da subito, le corrette azioni anche per non dover affrontare nel prossimo futuro una condizione di pericolo o, peggio, di emergenza”.

Effettivamente in più di sette mesi e mezzo si sono versati fiumi di inchiostro, ma è accaduto ben poco dal punto di vista materiale, se si eccettua la rimozione dalle macerie del ponte, che sono ancora tutte al loro posto nel fiume Magra, del furgone rosso della Tim. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa