Il Tirreno

«Vogliono continuare a sentirsi utili»

luca barbieri

Triacca (Pensionati Cgil): gli anziani un problema? No, non si vivono così. Cercano di capire come fare ancora i nonni

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«C'è tanta paura, ma anche la consapevolezza di essere un sostegno importante per le famiglie: c'è coraggio verso il futuro». Le sigle sindacali che rappresentano i pensionati restituiscono uno spaccato ben chiaro. Due le chiavi di lettura che emergono da chi ha infatti il polso della situazione, visti i numerosi iscritti: da un lato la preoccupazione per un'emergenza sanitaria che colpisce in maniera particolare alcune fasce d'età; dall'altra c'è però il coraggio, il futuro.

«Problema a chi...»

«Per quella che è la nostra esperienza, è normale, viste le cifre di questo virus, che le persone con l'età più avanzata abbiano una preoccupazione particolare: hanno paura di essere contagiati, in certe età abbiamo visto quanto possa essere pericoloso. Però non emerge disperazione, anzi: c'è una sensazione di forza, una voglia di uscire e ricorre il tema del “futuro”, del domani», ci spiega il segretario provinciale Spi-Cgil Orlando Triacca che prosegue il punto con una stoccata: «C'è chi ha detto che siamo un problema, beh, direi che buona parte delle preoccupazioni riguardano la consapevolezza di essere in realtà ancora strumento decisivo nelle sorti del welfare familiare, sia a livello economico, sia di raccordo; più che problema direi soluzione. Tra le domande più gettonate che ci fanno chiedono appunto come possono svolgere, pur in piena sicurezza, il loro consueto ruolo», commenta e conclude: «Piuttosto, noi abbiamo messo già sul tavolo, con le altre sigle, varie proposte, di ambito sanitario e sociale per aiutare chi è solo: abbiamo proposto ai Comuni una sorta di convenzione, per portare da mangiare agli anziani che vivono da soli, tramite le aziende del settore alimentare che operano come mense; per i ricoverati o per chi è in una rsa, abbiamo chiesto stanze ad hoc, isolate, sulla falsariga di altre regioni per mantenere i rapporti con i parenti o comunque supporti tecnologici adeguati. C'è un progetto regionale, con tutte le sigle che si chiama “Anziani in buona compagnia” con un servizio di telemedicina per quelli affetti da scompenso cardiaco (in provincia parliamo di un migliaio di persone)...».

«Tornare alla normalità»

«La situazione è difficile per tutti, ma particolarmente per gli anziani. Rappresentano in questo momento la fascia debole della popolazione, quella più colpita. E non dimentichiamo che la pandemia sta richiedendo un utilizzo enorme degli strumenti tecnologici per fare praticamente tutto. Anche comunicare a distanza. In questo momento dove la rete internet è lo strumento principale loro sono mediamente i più esclusi», questa la riflessione, la fotografia che arriva invece da Laura Menconi, presidente dell'Ada Carrara e Fosdinovo. E aggiunge: «Le domande che ci arrivano sono tantissime. Vorrebbero capirne di più di che cosa sta succedendo. Vorrebbero riuscire a capire in maniera più chiara che cosa sia vero e che cosa sia una “fake news”, perché ne circolano tantissime. Perché quelle che si trovano sulla rete poi vengono riportate anche a loro. Ma soprattutto chiedono di tornare presto alla normalità...».

La chiosa è affidata a Lalla Bassi (Fnp-Cisl): «C'è tanta preoccupazione, ma riscontriamo anche tanta prudenza e attenzione alle regole, ai vari protocolli. Problemi? Ci sono in gioco affetti e interi legami familiari, oltre alla questione economica», sottolinea. —

luca barbieri

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