Il Tirreno

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«La grande distribuzione non rispetta le regole»

R.M.

L’allarme di Adriano Rapaioli: «I piccoli costretti a chiudere  e i colossi tengono aperti  i corridoi con prodotti  che non si possono vendere»

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«Settori come quelli di abbigliamento, calzature, fino agli addobbi natalizi sono in ginocchio in un periodo fondamentale per i bilanci come era quello natalizio. Vedere la grande distribuzione che, a dispetto di tutte le norme, tiene aperti interi corridoi con questi generi vietati dal decreto del presidente del consiglio, ci indigna e merita l’intervento delle autorità competenti».

Sono dure le parole di Adriano Rapaioli, responsabile Massa Carrara di Confesercenti Toscana Nord, che dà voce ai tanti messaggi ricevuti da imprenditori con le proprie serrande chiuse che al supermercato vedono in vendita articoli bloccati dall’ultimo decreto.

«Il nostro accorato appello è rivolto al prefetto e ai sindaci, sindaci che in certi casi sono stati così solerti nell’annullare mercati che potevano svolgersi regolarmente - insiste Rapaioli - È del tutto evidente che alcuni punti vendita della grande distribuzione non rispettano il decreto mettendo in vendita generi vietati. In alcuni casi facciamo riferimento - Rapaioli non demorde - a colossi del settore già noti per comportamenti sempre al limite ad esempio sugli orari di apertura. Ma se quello era consentito dalla legge, anche se a nostro avviso non opportuno, la vendita di generi vietati dall’ultimo decreto no. Abbiamo immediatamente avvertito i sindaci - conclude il responsabile Massa Carrara di Confesercenti Toscana Nord – affinchè mettano in campo controlli capillari per evitare un fenomeno evidente di concorrenza sleale». —



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