Il Tirreno

la statua 

L’infermiere a braccia conserte per dire “basta”

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Nel corso del sit-in l’artista Elia Buffa ha donato all’ospedale un busto in gesso, raffigurante un infermiere con le braccia conserte. Ma non si tratta di un semplice regalo, giusto per ringraziare l’operato di tanti lavoratori: «Con questa scultura non voglio soltanto rendere omaggio agli infermieri-eroi che si sono battuti per noi da inizio pandemia, piuttosto voglio denunciare la condizione di un’intera categoria che non riesce più farsi carico delle lacune di un sistema sanitario al collasso. L’infermiere che incrocia le braccia è il simbolo di chi non accetta più di farsi sfruttare, è l’immagine di chi non sopporta di farsi chiamare eroe mentre viene lasciato da solo. Gli infermieri non sono soldati e gli ospedali non sono trincee. L’unica guerra degna di essere combattuta è quella contro il sistema di sfruttamento».

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