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Confcommercio lancia lo “sciopero fiscale”: stop ai pagamenti di tasse

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Confcommercio lancia lo “sciopero fiscale”: stop ai pagamenti di tasse

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Confcommercio Toscana lancia lo sciopero fiscale per 50 mila imprese regionali e Confcommercio di Lucca e Massa Carrara si allinea, rilanciando con forza questo messaggio.

Ieri la presidente della confederazione a livello regionale Anna Lapini ha scritto al presidente nazionale Carlo Sangalli per comunicare che 50 mila imprese toscane non pagheranno più tasse e imposte. «Una forma di protesta – spiega il presidente di Confcommercio Lucca e Massa Carrara Rodolfo Pasquini - alla quale la categoria si sente costretta da mille validissimi motivi, ultimo dei quali uno che supera e comprende tutti gli altri: le nostre aziende non hanno più risorse e preferiamo continuare a pagare prioritariamente dipendenti e fornitori rispetto ad uno Stato che non comprende, anzi calpesta, le nostre ragioni di esistere». Nulla a che fare con l’evasione o l’elusione fiscale, dunque, ma una ribellione pacifica e silenziosa contro un sistema statale che continua a trattare le imprese e i professionisti come “bancomat”, senza tutela né rispetto.

«Mentre ci è di fatto impedito, per legge, di lavorare e quindi di fatturare e di incassare, chi ci governa non si è preoccupato di fermare i costi delle nostre aziende, che invece continuano a correre e mentre si prospettano ristori spesso irrisori – insiste Pasquini- non si è ritenuto neanche di concederci la sospensione della contribuzione fiscale, non considerando che non lavorando, e quindi non incassando, non abbiamo risorse per far fronte a questi impegni. Ma non è finita qui: in base a criteri che ci appaiono incomprensibili, il sacrificio che ci viene chiesto ricade sulle spalle di alcuni e non di tutti. Col rischio di vanificare il sacrificio e, soprattutto, di spostare arbitrariamente i consumi da un settore all’altro. Perché è evidente che se un negozio di abbigliamento o di articoli per la casa non potrà stare aperto in questo periodo, gli acquisti di Natale saranno concentrati su altri settori ai quali invece è concesso di lavorare»

E ancora, continua l’intervento della Confcommercio: «Mentre l’evasore fiscale è un ladro della collettività – dice invece il direttore di Confcommercio Lucca e Massa Carrara Sara Giovannini - e come tale va condannato, chi protesta contro l’iniquità dello Stato adottando uno strumento legittimo come lo sciopero fiscale compie un atto ben diverso e ben più condivisibile anche da un punto di vista sociale. Si tratta di una azione di protesta collettiva che rientra nell’ambito dei diritti sanciti dalla Costituzione».

«I legali ai quali si è rivolta Confcommercio Toscana – conclude Giovannini - hanno così elencato le tasse e imposte che possono essere oggetto di “sciopero fiscale”, avvertendo però che l’ente creditore del tributo non riscosso potrà comunque pretenderne il pagamento e comminare le relative sanzioni». —

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