Il Tirreno

Il Caso 

Marina di Carrara, campo scuola off limits anche per gli atleti “nazionali”

Luca Barbieri
Massimo Binelli
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Massimo Binelli

Continua la protesta di Massimo Binelli, che ha scritto a palazzo civico Il Comune: «Abbiamo raccolto le indicazioni delle società apuane»

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Carrara. «Da una settimana siamo in “zona rossa”, ma il campo scuola di Carrara resta ancora l'unico chiuso». Un paio di giorni fa avevamo scritto delle perplessità avanzate sulla chiusura della struttura di Marina di Carrara di Massimo Binelli, mental coach (ideatore del progetto Atletavincente.com), ex azzurro della Nazionale italiana di pesistica, impegnato ora nell'atletica leggera, a suon di medaglie, con l'Asd Atletica Prato; insomma, faceva notare, il campo carrarese è l'unico off-limits della Toscana per gli atleti di “interesse nazionale”. Ebbene, a distanza di qualche giorno, i cancelli restano chiusi e Binelli non ci sta. «È vergognoso», tuona rivolgendosi direttamente a palazzo civico e all'ufficio sport, facendo sapere che i custodi del campo non hanno «ancora ricevuto la benché minima comunicazione» sugli atleti di “interesse nazionale” che hanno, ribadisce, «il diritto di usufruire della struttura, come da disposizioni federali».

E continua: «Lo sport carrarese, che rappresentate in modo indegno, non merita un simile affronto. Dopo il primo periodo di serrata, in primavera, avete impiegato un mese per predisporre una banale tabella di registrazione delle presenze e uno sgangherato modulo di autocertificazione, laddove tutte le altre strutture, prendendo spunto dalle indicazioni federali, si erano adeguate in poche ore. In questa circostanza, invece, non avete nemmeno bisogno di inventare nulla, poiché i custodi, stipendiati a prescindere dal fatto che il campo sia aperto o chiuso, e che si allenino due o venti atleti, ci sono; l’attestazione di “atleta di interesse nazionale”, almeno per quanto di mi riguarda, l’avete ricevuta; ergo, non comprendo (ed evidentemente è un mio limite) per quale ragione non siate ancora riusciti a comunicare ai custodi almeno il mio nome, affinché possano farmi accedere alla struttura, visto che ho tutte le carte in regola, e il pieno diritto, lo ribadisco, per farlo», fa sapere. La replica, il punto, di piazza II Giugno è affidata all'assessore allo sport Andrea Raggi.

«Nei giorni scorsi abbiamo chiesto alle società sportive locali che avessero atleti di rilevanza nazionale di fare una dichiarazione scritta, a seguito di quella possiamo aprire il camposcuola per permettere a tutti coloro che ne hanno diritto di allenarsi in sicurezza. Ovviamente se qualche tesserato con società sportive di altri territori volesse allenarsi al camposcuola avendone diritto, è sufficiente mandare all'Ufficio Sport del Comune la stessa dichiarazione da parte della società sportiva di iscrizione», spiega. Nei giorni scorsi aveva detto Raggi facendo il punto: «Le prime richieste delle società sportive sono in corso di valutazione. Una volta raccolte, cercheremo di organizzare gli orari, in base alle modalità dettate dalle disposizioni vigenti. Apertura? Cercheremo di razionalizzare, numeri alla mano, orari e giorni, non parliamo però di tempi lunghi».
 

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