Gioco
«No al percolato nelle fogne stop alle autorizzazioni»
Il comitato “Il Mondo nelle nostre mani” contro il progetto su cui Gaia ha già dato via libera. «Rete e depuratori sono già poco performanti”
montignoso
“Ma come: il percolato che proviene dalla discarica dell’ex Fornace in fognature pubbliche che a ogni temporale vanno in crisi?” È questa la preoccupazione che molti nutrono dopo il via libera di Gaia Spa alla proposta di Programma Ambiente, la società che gestisce la discarica montignosina, di convogliare i liquidi di risulta dell’impianto nella rete fognaria.
Pietro Morelli, presidente del comitato “Il Mondo nelle nostre mani” solleva queste stesse preoccupazioni e chiede uno stop: «La Regione Marche – ricorda – non permette assolutamente lo scarico diretto del percolato proveniente dalle discariche nella rete fognaria, sostanze come i metalli ed altre sostanze organiche prodotte da cicli industriali o dalle discariche non potranno essere scaricati in pubblica fognatura, se non nel rispetto dei valori limite previsti dalla norma nazionale». Per i corpi idrici superficiali, prosegue, «è rimasta la possibilità, prevista dalla norma nazionale, che il gestore del servizio idrico integrato (Gaia per noi) possa autorizzare scarichi di acque reflue industriali, anche provenienti da discariche, con valori in deroga per alcuni parametri (esclusivamente quelli biologici degradabili), se la rete fognaria e l’impianto di depurazione di acque reflue urbane è idoneo a trasportarli e trattarli senza creare danni all’ambiente». E proprio qui sta il problema: «Come è noto – sostiene il comitato – gli impianti di Gaia Spa sono poco o niente performanti, basta notare i ripetuti divieti di balneazione d’estate; abbiamo fognature e depuratori che non riescono a sopperire alle piogge intense, i depuratori entrano in bypass e le fognature fuoriescono dai tombini».
Dunque, «Gaia si deve prendere le dovute responsabilità», mentre la Regione Toscana deve intervenire. «Dare i permessi – dice ancora Morelli – significa tornare indietro 15 anni ha scapito della salute dei cittadini. Siamo un territorio già disastrato dall’inquinamento come dimostra l’alta percentuale di tumori, la salute non ha prezzo. Noi chiederemo agli organi di controllo di intervenire». —
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