La manifestazione
«Perché parrucchieri aperti e beauty center chiusi? »
Il caso di Francesca Gullotta di Chocolat che è all’interno di un negozio di acconciature: «Un paradosso, anche io uso visiera e mascherina»
carrara
Le estetiste non possono lavorare, neppure quelle come Francesca Gullotta che hanno il loro centro estetico all'interno di un negozio per parrucchieri, e al contrario sono aperti.
Un paradosso, un'ingiustizia? Nel suo caso sì. Francesca è la titolare del centro estetico Chocolat bellezze dintorni, che si trova all'interno del salone Marchini di viale XX settembre, un negozio di parrucchieri, insomma. Eppure lei a differenza di loro non può lavorare: «Sono amareggiata, si tratta di un decreto controsenso, un pasticcio. Noi e i parrucchieri apparteniamo alla stessa categoria. Ma il controsenso sta anche nel fatto che abbiamo tutti gli strumenti, acquistati a nostre spese, per lavorare in sicurezza in questa emergenza post Covid. Ma hanno deciso di falciarci senza tenere presente che apparteniamo alla medesima categoria. Non capisco la discrepanza nel tasso di rischio. Forse era meglio stabilire che non si potevano fare determinati trattamento di cura che prevedevano uno stretto ravvicinamento con la persona. In tutto questo sguazzano gli abusivi, in molti si sono rivolti a persone che lavorano in casa, in particolare per i gel e i semipermanenti. Ma io per fare la manicure uso la visiera e il plexiglass, loro no. Non credo usino questo genere di schermature. Hanno fatto veramente un pasticcio perchè anche fare una pedicure è una necessità. Non sempre serve l'intervento del podologo. Molte cose le possiamo fare anche noi estetiste. Se una persona ha un fastidio non è necessario andare dal podologo, il fastidio lo risolviamo benissimo anche noi. In Lombardia c'era stato un tentativo di insurrezione ma poi più niente». —
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