Finanza
Politeama, un tavolo per la svolta: lo storico edificio di Carrara aspetta da 15 anni
I due crolli, il sequestro e un cantiere fermo ormai da tempo e di cui è stato documentato lo stato di abbandono e degrado
CARRARA. Politeama, si riaccendono i riflettori ed è caccia alla svolta dopo anni d'impasse.
la situazione
A poco più di un anno di distanza dal 130esimo anniversario dall'inaugurazione della struttura di piazza Matteotti, si rincorrono sui social, ma non solo, i biglietti da visita non propriamente da incorniciare: fotografie di erbacce, plastica e travi di ferro a restituire quasi la sensazione di abbandono e trascuratezza attorno all'area nel centro di Carrara. Una cronistoria infinita. L'ultima, in ordine cronologico, un paio di giorni fa, come scritto nell'edizione di ieri. Una delle varie segnalazioni che ha di fatto riacceso il dibattito sull'annosa questione con i cittadini a invocare, ancora una volta, un cambio di passo, uno slancio verso una soluzione. Sì, perché se il tema riconducibile al degrado fosse il problema principale probabilmente la questione sarebbe già stata risolta e non si sarebbe trascinata per anni. 15, nel 2021, dall'inagibilità del teatro (era il 2006); una dozzina dal primo crollo, nell'estate 2008; con la prossima primavera che sarà il decennale del secondo crollo del 2011. Poi una storia giudiziaria (quella relativa ai due cedimenti strutturali dello storico palazzo appunto) che continua, tra udienze, rinvii, carteggi e perizie, con la difficoltà nel pronosticare l'epilogo. A fare il paio, lettere, segnalazioni di vari cittadini a ribadire il “no, così non va” sul “Giuseppe Verdi”. Proprio come nell'ultimo caso che ha incassato, sui social, vari commenti (ri)aprendo l'ormai ciclico dibattito sul tema tra ipotesi più estreme («a questo punto perché non lo buttano giù e lo costruiscono ex novo») e le riflessioni più amare («certo che abbiamo due bei biglietti da visita: il Politeama a Carrara e il Marble hotel all'uscita dell'autostrada...»).
Un tavolo per uscirne
E così, mentre da piazza II Giugno – il Comune, ricordiamo, è proprietario di una parte del complesso centrale dello stabile – starebbero vagliando vari possibili fronti, nei mesi scorsi qualcosa sembrava muoversi con la costituzione di un tavolo con vari soggetti per trovare finalmente una soluzione e studiare i diversi scenari. Il tavolo – riepiloghiamo – mette assieme enti e associazioni ed è coordinato dalla Camera di Commercio apuana; un tavolo di lavoro nato su impulso degli Amici della lirica, con i vertici dell'ente camerale, i rappresentanti della Caprice, la società che è proprietaria del teatro, la Fondazione Marmo onlus, la Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, un rappresentante dei cittadini e il Comune. Il tavolo di lavoro, dunque, che si è riunito un paio di volte negli scorsi mesi, doveva aprire poi le porte, come avevamo scritto, al Comitato Politeama, il gruppo che da anni segue le vicende legate alla struttura cittadina. E dal Comitato, come avevano fatto sapere, avevano già preparato una proposta, rimanendo però in attesa di risposta. Risposte sul Politeama che aspettano da tempo i carraresi e non solo. —
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