La protesta
La “pistatura” delle castagne a Terra Madre-Salone del Gusto
Oggi a Sassalbo va in scena l’antico procedimento di produzione della farina Un evento sostenuto da Slow Food che potrà essere seguito in diretta sui social
fivizzano
La castagna non è solo un semplice frutto del bosco, è uno scrigno di tradizione, esperienze e comunità. E proprio la comunità Slow Food Farina di Castagne Appennino Tosco Emiliano, in collaborazione il Parco Nazionale - Riserva MaB Unesco, il Comune di Fivizzano Sapori in Viaggio, Slow Food Toscana e Lunigiana world, sarà protagonista a Terra Madre-Salone del Gusto di un evento che si potrà seguire via web e su Facebook. Stamani dalle 10,30 a Sassalbo si svolgerà la pistatura, un passaggio fondamentale della tradizionale lavorazione delle castagne utilizzate per produrre la preziosa farina. Nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, nella Riserva di Biosfera MaB Unesco, la più importate filiera agroalimentare legata al bosco è tornata ad essere produttiva.
Sono stati accesi gli essiccatoi, due a Sassalbo, e gli abitanti del piccolo borgo e del vicino Cerreto si sono ritrovati per contribuire, insieme, alla produzione della farina. Si ripetono gesti antichi che la tradizione secolare ha portato ai giorni nostri, fatti tutti a mano, dalla raccolta alla scelta, dalla vagliatura alla pistatura.
Dopo quaranta giorni di essicazione, infatti, è arrivato il momento di recuperarle, ancora calde, e di procedere alla pulizia e, quindi , dopo la cernita si passerà alla macinazione nel mulino ad acqua con macina a pietra. Le fasi di produzione della farina potranno essere seguite in diretta sui canali social. Per collegarsi al webinar seguire la pagina Lunigiana World su Facebook . Per informazioni mario.giannarelli@gmail.com – ufficiostampa@parcoappennino.it.
Questa, secondo stime Coldiretti, è unastagione super per la farina di castagne, anche se il raccolto delle castagne è stata a macchia di leopardo. In Toscana complessivamente si registra un +20% Il cinipide oggi ha raggiunto un equilibrio con il suo antagonista Torymus sinesis ed anche per quanto riguardo il marciume delle castagne (Gnomoniopsis castanea) è andata bene con pochissima percentuale di castagne marce. In alcune zone della Lunigiana c’è stata però una riduzione del 30%, in altre siamo il linea con lo scorso anno contando che in Toscana è andata meglio che altrove.
La castanicoltura, soprattutto in Lunigiana, continua a rappresentare una fonte di sostentamento per imprese e famiglie. Il suo prodotto di riferimento, la farina, non sembra conoscere crisi nemmeno in tempi difficili ed incerti come quelli che stiamo vivendo. Per la farina Dop della Lunigiana, una delle due farine italiane a poter fregiarsi della denominazione europea (l’altra è la farina di neccio della Garfagnana), la produzione dovrebbe attestarsi intorno ai 50 quintali certificati. —
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