Il dolore
Massa-Carrara, chiusi 110 agriturismi, feste di Natale a rischio
Il Covid ha condizionato buona parte delle strutture ricettive: due su tre hanno abbassato le serrande e si trovano in Lunigiana. Coldiretti lancia l’allarme
MASSA CARRARA. Una tegola per i turismo. A causa del Covid-19 sono stati chiusi 110 agriturismi a Massa Carrara e gli operatori sono preoccupati per il Natale. In Lunigiana sono chiuse due strutture su tre.
Insieme a ristoranti, pizzerie e bar sono chiusi anche 110 agriturismi che effettuano attività di ristorazione e degustazione con una perdita di fatturato mensile di centinaia di migliaia di euro ed un drammatico effetto a valanga sull’intera filiera per il mancato acquisto di alimenti e vino. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Massa Carrara, in occasione all’indomani dell’entrata in vigore dell’Ordinanza del Ministero della Salute che ha inserito la Toscana in zona rossa, classificata come regione ad alto rischio. Due agriturismi su tre nella provincia di Massa Carrara si trovano in Lunigiana. La stagione degli agriturismi che da soli in tempo no-Covid (nel 2019) sono riusciti a capitalizzare 30 mila presenze, e ad essere tra le tipologie ricettive in controtendenza in provincia, è stata disastrosa con poco più di 23 mila presenze, il – 18,4% tra italiani e stranieri. “Il settore – analizza Francesca Ferrari, presidente Coldiretti Massa Carrara – stava crescendo a doppie cifre in presenze. Per la Lunigiana in particolare rappresenta un valore aggiunto per la tipologia di offerta ricettiva che è caratteristica di queste aree. Il Covid ha arrestato l’evoluzione di un settore chiave in termini turistici, identitarie, esperienziali ed economici. L’estate, tutto sommato, non è andata male. E’ partita in ritardo ma è partita. Gli agriturismi sono sicuramente i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Sarà un inverno ancora più duro. Rischiamo di perdere il Natale ed il Capodanno che sono momenti per noi fondamentali che ci consentono di sopravvivere in un periodo mai facile. Di fronte ad uno tsunami sanitario siamo impotenti”.
Asporto e consegna a domicilio non sono certo la soluzione per gli agriturismi. A preoccupare gli operatori sono le scadenze fiscali: “allo stato attuale non sappiamo come affrontare i pagamenti dei prossimi mesi. Viviamo alla giornata. Anche il passaggio da zona rossa a zona arancione non cambierebbe di molto la situazione. – analizza ancora – L’unica nostra ancora di parziale salvezza poteva essere la vendita diretta ma anche questo modello è in forte affanno”.
Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato.
In questo contesto è importante il via libera alle domande per il bonus di filiera Italia per l’acquisto di prodotti Made a sostegno della ristorazione attraverso il Portale della ristorazione www.portaleristorazione.it fino al 28 novembre o presso gli sportelli degli uffici postali dal 16 al 28 novembre 2020 negli orari di sportello. Del bonus – spiega Coldiretti - potranno beneficiare non solo i ristoranti, le mense e chi svolge attività di catering su base continuativa (ossia coloro che forniscono pasti presso ospedali, scuole, industrie), ma anche gli agriturismi, le attività di catering e banqueting per eventi e gli alberghi che somministrano cibo. —
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