Sicurezza
Caos e degrado nel cantiere infinito del Politeama
carrara
Sacchi di sabbia e graniglia aperti e rovesciati a terra. Piante che crescono in libertà, creando una sorta di “macchia” verde e incolta.
Travi di ferro abbandonati, pezzi di plastica divelta e, nel complesso un senso di abbandono e di degrado.
Quello che appare, e che è stato documentato con fotografie eloquenti sui social, è uno degli edifici storici della città, il Politeama, che cade a pezzi.
Un biglietto da visita proprio all’ingresso della città.
Chi lo ha documentato ha scritto un messaggio eloquente: “menomale che c’è il coprifuoco”.
Una frase che ha due significati: da una parte segnalare che, per fortuna, non saranno in tanti, almeno in questi giorni a vedere questo sfacelo.
Dall’altro si vuole segnalare che comunque c’è la mano dell’uomo, o meglio di vandali, ad avere reso la situazione del cantiere davanti al Politeama così degradata.
E sotto il post di Paolo Baratta, si è scatenato un vero e proprio dibattito sulle condizioni di un edificio che ormai da anni versa in condizioni di abbandono anche perché al centro di una vicenda giudiziaria (quella relativa ai due cedimenti strutturali dello storico palazzo) che va avanti da tempo e che, di fatto, tiene sotto scacco la possibile messa in sicurezza della struttura.
L’amarezza nei tanti commenti su facebook viene messa nera su bianco. C’è chi invoca una soluzione d’urto: «A questo punto perché non lo buttano giù e lo costruiscono ex novo» e chi fa un paragone con un altro edificio che si trova a qualche chilometro di distanza. «Certo che abbiamo due bei biglietti da visita: il Politeama a Carrara e il Marble hotel subito all’uscita dell’autostrada».
«Non c’è che dire- si legge - siamo proprio messi male. Povera Carrara».
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