Il Tirreno

Massa-Carrara

Tutti in fila, ma lo shopping prima della zona rossa non decolla

Ivan Zambelli
Tutti in fila, ma lo shopping prima della zona rossa non decolla

In tanti hanno sfruttato l’occasione per uscire, prima dei divieti, e magari vedersi con amici. Pochi gli affari in centro

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Massa

Le persone si aggirano per le vie del centro, come rapide formiche alla ricerca di cibo prima dell’inverno, che in questo caso è la conversione in zona rossa della Toscana. Per tutto il pomeriggio, la gente andava e veniva per le strade di Massa, come se fosse un sabato qualsiasi. Qualcuno ha in mano dei sacchetti, chi un gelato o una busta regalo, tutti fuori per lo stesso motivo: farsi un’ultima girata in libertà. Ma se le strade sono grosso modo affollate, non si può dire la stessa cosa dei tanti negozi che anche ieri hanno scelto di rimanere aperti: in via Bastione, in via Dante o via Petrarca commessi e titolari stazionano davanti l’entrata dei propri negozi, con braccia conserte ad osservare il viavai.

In tanti, nonostante le affluenze, hanno lavorato poco, molto poco, in linea con l’andamento generale dei giorni precedenti. In via Bastione la rovinosa caduta di una ragazza spinta da una amica strappa un sorriso e qualche riflessione ad una negoziante lì presente: «Mi sconvolge l’immaturità e l’incoscienza dilagante, da parte di tutti, non solo dei giovani. La giornata non è andata bene, ma va così da qualche giorno. Secondo me c’è stato un po’ di “terrorismo” che ha disincentivato la gente ad uscire per comprare. Alla fine se so che dovrò restare in casa basta avere un pigiama o una tuta e sono apposto. Il brutto però è che per noi commercianti le spese restano, a fine mese i fornitori e le bollette vanno pagate».

Questo è un po’ il dilemma che stanno vivendo molti commercianti: chiudere, e limitare le perdite, o provare a restare aperti, magari per qualche incasso in più, ma mettendo in preventivo questo genere di spese? Non è una scelta da fare a cuor leggero, e infatti, accanto ai negozi aperti, se ne vedono altri chiusi. La giornata magra viene confermata anche dal negozio di abbigliamento Mariposa: «É già da due settimane che le cose vanno così. Da una parte meglio che ci hanno chiuso, perché tanto non si lavorava comunque. Poi la gente non ha voglia di comprare, perché non si sa quando si potrà riuscire. Di questi tempi se uno può fare a meno di certe cose preferisce tenersi i soldi in tasca».

Piano piano che si affronta l’argomento, dai commercianti trapela lo scetticismo sull’iniquità di alcune norme vigenti. La commessa di Carlotta B. si pone la stessa domanda di tanti altri: «Alcuni negozi resteranno aperti, altri no. Qual è la differenza tra un negozio sportivo ed un altro di abbigliamento? L’emergenza è una priorità, ma non c’è una linea coerente. Se l’emergenza c’è per chi va a comprare un paio di jeans ci deve essere anche per chi compra un paio di scarpe da ginnastica. Non penso che in questo momento la tuta sia un oggetto indispensabile». Insomma, almeno ieri pomeriggio in centro a Massa non c’è stata questa corsa alle compere. Semmai, qualche movimento in più si è registrato ad esempio nei negozi di giocattoli o fuori dalle gelaterie, ma è poco se comparato al novembre precedente, nonostante il numero di persone in giro, che sembra essere lo stesso. —
 

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