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«La Usl ha fatto assunzioni ma non sono sufficienti»

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«In relazione alle assunzioni fatte dalla Regione e dall'Asl durante il periodo Covid - scrive in una nota il coordinatore fp Cgil Asl nord ovest Valerio Musetti- crediamo che sia opportuno fare alcune precisazioni. L'azienda nord ovest ha fatto assunzioni, ma attualmente non risultano sufficienti ai bisogni presenti all'interno di molti servizi (i lavoratori sono in numero inadeguato, saltano i riposi prolungano l’orario) e delle attività che devono essere implementate».

La Fp Cgil, dunque, fa chiarezza sulle nuove assunzioni previste nelle aziende sanitarie della Toscaa. «Crediamo che le tanto sbandierate 5mila unità di assunzioni fatte all'interno dalla regione necessitino alcune precisazioni- dice la Cgil- Al 1 gennaio 2020 nell'Asl nord ovest erano presenti 13.479 dipendenti, dei quali 12.776 a tempo indeterminato, 549 a tempo determinato, 53 in libera professione e 90 interinali . La situazione al 31 ottobre 2020 è di n 14.057 dipendenti, quindi con un variabile di 578 unità, di cui 442 a tempo indeterminato, il resto in libera professione, interinale ed a tempo determinato. Da gennaio 2020 ad oggi sono avvenute cessazioni di 738 lavoratori, inoltre le assunzioni fatte hanno in parte sopperito alle mancate sostituzione dei pensionamenti degli anni precedenti. Solo alcuni esempi di assunzioni e pensionamenti avvenuto in questi 10 mesi: Assunzioni Cessazioni medici 99 147, veterinari 59, dirigenti sanitari 12 28, infermieri 604 246, tecnici sanitari 82 117, oss 313 101, amministrativi 26 39». «Ricordiamo - continua Musetti - che nella prima fase covid vi è stata l'apertura di nuove attività come le usca, checkpoint, pretriage, cure intermedie ed il personale nuovo assunto è impegnato in questi servizi. Crediamo che sia opportuno che la regione e l'azienda facciano nuove assunzioni di personale, infermieri, medici, oss, di tutti tecnici sanitari e, amministrativi. Oggi non è pensabile chiudere l'attività chirurgica, ridurre quella oncologica, cardiologica, come fu fatto nel primo periodo covid. Crediamo che debba essere fatta una corretta verifica delle richieste di servizi attualmente presenti e, di quali nuovi, sia necessaria l'apertura. Non si può pensare solo al Covid-19, perché la salute dei cittadini deve essere assicurata tutta. Bisogna quindi - conclude - potenziare i posti letto delle terapie intensive, delle degenze covid, dei pronti soccorso, delle attività territoriali in tutto il territorio. Doveroso e poi la stabilizzazioni dei precari, in tutti i reparti non solo quelli Covid-19. In fine devono essere garantiti i tamponi antigienici a tutto il personale sanitario ogni 15 giorni. Anche l'attività di tracciamento e delle risposte dei tamponi deve essere potenziata: mancano tecnici sanitari di laboratorio ed una strumentazione adeguata. Purtroppo sono presenti molti lavoratrici/ori positivi al covid in un numero elevato» —

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