Sicurezza
Il comitato anti-discarica: il Comune non tutela l’ambiente
I cittadini che chiedono lo stop all’ex cava Fornace temono il ritorno dell’amianto e bollano il progetto di gettare il percolato nelle fogne come un favore alla società
montignoso
All’ultima riunione della Commissione sulla discarica ex Fornace erano presenti i rappresentanti delle minoranze consiliari di Montignoso, dei comuni di Pietrasanta e di Forte dei Marmi e delle associazioni ambientaliste ma nessuno della maggioranza del comune di Montignoso. Parte da qui il comitato dei cittadini anti discarica per criticare l’amministrazione guidata da Gianni Lorenzettti: «Evidentemente l’interesse ambientale e della salute nei pensieri della giunta e del sindaco è prossimo allo zero».
Secondo il comitato «appare sempre più evidente che l’attuale amministrazione comunale faccia molto poco perché la discarica venga chiusa o, quantomeno, riverificata o resa più sicura. L’unico Comune che ha, per ben tre volte, inviato al Governo regionale tale richiesta è quello di Pietrasanta, richiesta che la regione Toscana sta ignorando da mesi, con un’assoluta e molto criticabile scorrettezza istituzionale. Abbiamo motivo di ritenere che se il sindaco di Montignoso avesse tenuto fede all’impegno preso, con la votazione del consiglio comunale, di inviare tale richiesta, oggi la storia sarebbe stata diversa».
Il comitato ricorda poi che Arpat, in alcuni pozzi in località Renella «ha riscontrato pericolosi livelli di inquinamento delle acque di falda; tant’è che il sindaco, su richiesta dell’Asl è stato costretto ad emanare ordinanze di chiusura dei pozzi. Così sono stati chiusi (per adesso) tre pozzi ad uso civile e agricolo alla Renella e uno sotto Pietrasanta, senza alcuna indagine aggiuntiva per ricercarne le cause, e il comune di Montignoso, senza nessuna prova certa, si è limitato a escludere che la discarica possa essere causa o concausa. Per fortuna il comune di Forte dei Marmi ha stilato un accordo con l’università di Pisa per fare indagini per chiarire la presenza di inquinanti, cosa che avrebbe dovuto fare anche la Regione tramite Arpat, ma a distanza di un anno pare nulla sia stato fatto e al tal riguardo, il Comitato ha inviato una nuova diffida alla Regione e ad altri soggetti, tra cui i comuni di Montignoso e Pietrasanta».
Presto, se nulla cambierà, dicono ancora i cittadini, «torneranno le file di camion carichi di amianto, rifiuto cancerogeno. È notizia di questi giorni, inoltre, che il gestore voglia nuovamente richiedere lo scarico in fognatura del percolato prodotto in discarica, giustificando la cosa per un miglioramento ambientale. Noi abbiamo invece subito pensato al possibile risparmio milionario per Paa, che non dovrebbe così fare più uso di autobotti e trasferire tale prodotto in specifici depuratori, dove il costo per il trattamento è sensibilmente oneroso, il tutto finirebbe direttamente nella “poco efficiente fognatura locale” per poi essere trattato dai famosi impianti di Gaia, dopo aver attraversato buona parte delle rete fognaria montignosina che sappiamo bene evidenziare la sua efficienza ad ogni temporale, con buona parte dei tombini trasformati in fontane zampillanti. I montignosini sono disponibili ad accettare anche questo?» —
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