Il Tirreno

Da Dickens a Sargent, Apuane fonte d’ispirazione per gli artisti

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Da Dickens a Sargent, Apuane fonte d’ispirazione per gli artisti

Il legame con gli intellettuali stranieri e il ruolo della massoneria 

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CARRARA

«Carrara e le Apuane -afferma Maria Mattei- non sono state marginali nell’esperienza di molti intellettuali e artisti anglo americani che hanno visitato la Toscana nel corso del XIX e XX secolo. Firenze e le grandi città d’arte della nostra regione -spiega- sono state il polo di attrazione di viaggiatori e viaggiatrici del cosiddetto Grand Tour, ma anche il marmo, le cave e gli studi d’arte della zona apuana sono stati meta di una ricerca del bello che si è legata indissolubilmente alla pietra e alla sua lavorazione».

Lo scrittore inglese Charles Dickens e il pittore statunitense John Singer Sargent, fiorentino per nascita e cultura e idolo della raffinata America bostoniana, soggiornarono a Carrara. Lo fecero anche le scultrici americane Vinnie Ream ed Adelaide Johnson. «La prima, -riferisce la studiosa- legata agli ambienti massonici americani, amica del Gran Maestro Albert Pike, a Roma si presenta al cardinale Antonelli per fargli un busto in marmo con la sua spilla della massoneria appuntata sul vestito. La seconda è legata alla Società teosofica e ai movimenti esoterici americani». Entrambe «lasciano lettere e scrivono pagine nei loro diari per raccontare le bellezze della zona. Frances Willard, -prosegue la Mattei- una protagonista della storia americana dell’ultima metà dell’800, si fa autrice di un reportage che tocca la situazione politica di questo peculiare angolo della Toscana. Prima ancora, scrittrici romantiche e vittoriane inglesi intessono legami suggestivi con la terra del marmo».

Le Apuane, del resto, erano circondate da un'aura magica. Il 21 dicembre del 1910, solstizio d’inverno, al Passo del Vestito, avvenne l’iniziazione del matematico fiorentino Arturo Reghini, attivo nei movimenti esoterici ed ermetici italiani, membro della Società teosofica e fondatore a Firenze della loggia massonica Lucifero. «Il fatto che l’iniziazione di colui che riteneva occorresse restituire al mondo la Geometria sacra di Pitagora sia avvenuta sulle Apuane -sostiene la Mattei- non è cosa di poco conto».

In effetti, il Passo del Vestito, al centro delle Apuane insieme al Monte Altissimo e al Monte Sagro, è sicuramente un luogo singolare. Secondo alcuni studiosi si tratterebbe di antichissime aree sacre, come dimostrerebbero alcune incisioni rupestri. Il Passo del Vestito, chiamato anche Usciolo, cioè Uscio, o Porta, si trova sull’orlo di un abisso. È un valico e rinvia al rito che permetterebbe agli Iniziati di aprire la porta attraverso la quale due diversi mondi possono comunicare. «Le leggende vogliono che in questo luogo sia sepolto l’antico tesoro dei Liguri Apuani, la popolazione guerriera sottomessa dai Romani dopo lunghe guerre. I vincitori decisero di cancellare ogni traccia di quel popolo, deportandoli nel Sannio e distruggendo per sempre la loro cultura. Inoltre, -conclude la Mattei- se dobbiamo credere a Virgilio, uno dei guerrieri Liguri Apuani era figlio di Re Cigno, che era solito adornare il proprio elmo con le piume dell’animale sacro associato al misterioso popolo degli Iperborei e ad Apollo nordico».

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