Il Tirreno

«Ospedale vecchio? È aperto eccome» Bugliani (Pd) su sanità locale e Covid

Chiara Sillicani
«Ospedale vecchio? È aperto eccome» Bugliani (Pd) su sanità locale e Covid

Il consigliere regionale: la struttura ospita pazienti positivi dal 2 maggio e presto altri 14 posti letto di cure intermedie

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MASSA

Non solo è - ed è stato nella precedente legislatura - consigliere regionale, ma ha preso parte, in prima persona, gomito a gomito con l’allora presidente di regione Enrico Rossi, alla inaugurazione del reparto di cure intermedie Covid al vecchio ospedale di Massa. E adesso è lui, il democratico Giacomo Bugliani, ad intervenire su ospedali e Covid cercando di scattare una fotografia dell’intero territorio.

La direttrice dell’Asl, in una intervista al Tirreno, ha spiegato che i piccoli ospedali devono sostenere le strutture più grandi e con maggiori potenzialità chirurgiche e che i malati Covid devono essere “distribuiti” sul territorio. Così è stato fatto a Massa Carrara?

«A Massa Carrara si è cercato, per quanto possibile, di collocare i pazienti Covid al Noa, anche alla luce dell’ottima prestazione che l’ ospedale ha assicurato durante la prima ondata. Ad oggi sono oltre 100 le persone ricoverate al Noa di cui 14 in intensiva e 8 in sub-intensiva. A questi si sono aggiunti i 26 posti letto di cure intermedie attivati il 2 maggio nel vecchio ospedale massese. Nell’emergenza di reperire nuovi posti letto, Asl ha trovato la disponibilità della Fondazione Don Gnocchi, adiacente all’ospedale di Fivizzano, per altri 52 posti di cure intermedie, di cui 35 già attivi. Sono stati preventivati, infine, 14 posti letto di degenza Covid presso il reparto di medicina dell’ospedale di Pontremoli. La ratio è stata quella di garantire, almeno in parte, l’offerta di prestazioni sanitarie che sono presenti soltanto al Noa ad alcune categorie di malati non affetti da Covid».

L’ospedale vecchio, appunto: la Regione ha investito soldi e realizzato posti di intensiva. La direttrice dell’Asl assicura che ci sono spazi e attrezzature per ulteriori degenze Covid, manca però il personale. Nella struttura per ora rimangono solo posti di cure intermedie. C’ è stato un errore di valutazione da parte della Regione?
«Una parte del vecchio ospedale di Massa è stata recuperata nel pieno della fase di emergenza per ricavare posti letto di cure intermedie e, all’occorrenza, postazioni di intensiva. Dal 2 maggio, infatti, l’ospedale di Massa ospita pressoché ininterrottamente 26 pazienti Covid e ha, comunque, 27 postazioni di intensiva pronti all’uso. Attualmente il Noa è in grado di sostenere il numero di pazienti che necessitano della terapia intensiva e ha già dimostrato di potersi adattare a fabbisogni anche superiori. Il vero problema delle terapie intensive, che attualmente affligge non solo la nostra Asl, ma l'intero Paese, è la mancanza di medici rianimatori (gli unici che possono avervi accesso). Attualmente, comunque, il nostro sistema sanitario dimostra buona tenuta anche sotto questo profilo. Ci tengo a precisare che il vecchio ospedale, diversamente da quanto improvvidamente sostenuto da qualcuno, è da mesi occupato dai pazienti Covid».

Manca il personale, però si parla di un imminente potenziamento delle cure intermedie...

«È così. Oltre ai 26 posti letto di cure intermedie operativi nel vecchio ospedale, se ne stanno allestendo altri 14 e potrebbe ricavarsi anche qualche posto in più. In questo modo, peraltro, tutto lo spazio utilizzabile è occupato. Inoltre Fivizzano offre una potenzialità di 52 posti letto a fronte dei 35 già a regime. Durante la prima fase dell’emergenza sono state fatte moltissime assunzioni e questo consente di far fronte anche a questa imponente ondata epidemica. Il vero problema non è l’assunzione, ma il reperimento di personale sanitario disponibile».

Piccoli ospedali e Covid: parliamo di Pontremoli. Molti esprimono il timore che nel reparto Covid della struttura lunigianese manchino condizioni di sicurezza.

«In questi giorni la collocazione di 14 letti Covid a Pontremoli ha fatto molto discutere circa la bontà di questa soluzione. Stiamo vivendo un momento estremamente difficile per cui occorre che le istituzioni e i cittadini si rimettano, per quanto possibile, alle competenze dei tecnici e a chi ha precise responsabilità di governo della sanità. La curva epidemiologica in crescita, infatti, potrebbe anche portarci a breve a dover vedere tutte le nostre strutture sanitarie interamente adibite ai pazienti Covid. Tenendo conto delle ragioni dell’urgenza, comunque, è sempre bene che queste decisioni siano quanto più possibilmente condivise con i territori. Sono convinto che il confronto tra la nostra Asl e la conferenza dei sindaci porterà ad una soluzione condivisa, perché la tutela della salute, tanto quella di chi ha contratto il virus quanto quella di tutti gli altri cittadini, deve essere un’assoluta priorità. Dobbiamo essere tutti consapevoli, al di là delle nostre appartenenze politiche, che il nostro obiettivo è salvare vite». —

Chiara Sillicani



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