Il Tirreno

A carrara 

Al bar come al drive-in Il caffè si consuma in auto

Alessandra Poggi
Al bar come al drive-in Il caffè si consuma in auto

Al bar Sonia si sono attrezzati per portare le bevande e le paste direttamente in macchina C’è chi porta a casa gli aperitivi e chi si ingegna per poter accompagnare con un tè o un succo le mattinate di chi lavora fuori e quindi non vuole rinunciare a una pausa anche se, da ieri, verrà consumata all’esterno dei locali, sui muretti o per strada. Ma gli amanti dei dolci e dei prodotti di pasticceria hanno risposto presente all’appello della prima giornata da asporto

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/ CARRARA

La necessità aguzza l’ingegno recita un noto proverbio, e di questi tempi bar e ristoranti stanno inventando le formule più diverse per cercare di andare avanti, nonostante tutte le restrizioni. Il primo giorno arancio è scattato, partenza lenta ma non manca la volontà di provarci.

Tra i più ingegnosi c’è sicuramente Roberto Currà del bar Sonia di viale XX Settembre, che si è inventato la formula del drive.

E cioè arrivi, parcheggi fai l’ordine alla cameriera e riparti. Il tutto senza dover scendere dall’auto o entrare nel locale.

«L’idea è nata un po’così – spiega Roberto – mentre guardavo la gente che parcheggiava per poi venire da me. È chiaro che il guadagno è minimo ma è un’idea carina per dire che ci siamo. Tu parcheggi e fai l’ordine alla cameriera, che subito dopo ti porta quello che hai chiesto. Ma continuiamo a fare anche l’asporto e il domicilio. In particolare facciamo l’apericena a casa o da asporto, si tratta di un cocktail messo sottovuoto per questioni igieniche, che puoi anche congelare e bere in un secondo momento, il ghiaccio è a parte, e lo accompagna un buffet molto abbondante.

«Con il Gambrinus –continua, i fratelli Currà hanno in gestione anche la pizzeria Gambrinus – siamo operativi solo nel fine settimana. La situazione non è facile, cerchiamo di sopravvivere e andare avanti. Siamo aperti dalle 5 alle 21».

Cercano di reinventarsi anche allo Sgabeus di Cosetta Lazzeri in viale Colombo: «per il momento siamo aperti solo nel fine settimana, è stato tutto molto veloce e ci stiamo organizzando. L’idea è quella di fare dei cartocci da asporto che si possono mangiare mentre si passeggia. Stiamo studiando anche un cartoccio promozionale da asporto per la sera. E visto che abbiamo implementato la cantina l’idea è quella di consegnare a casa il vino a temperatura. Forse anche tutti i giorni. Ci stiamo ancora organizzando».

Asporto anche per la pasticceria Serena dei fratelli Simone e Serena Pipeschi di viale XX Settembre, che da poco si è ulteriormente ampliata inglobando i locali dove c’era l’agenzia di viagg. «Il primo giorno non è andata benissimo – spiega Serena – c’era da aspettarselo perché non ti puoi sedere e devi consumare fuori. Facciamo le consegne domiciliari per le torte e se ce lo chiedono anche per i compleanni. La situazione è pesante per tutti».

Più speranzoso il collega Giuliano Torre dell’omonimo bar pasticceria di via Gino Menconi.

«Ci siamo organizzati con tanta speranza – dice – nonostante il ponte sia sempre chiuso e ora ci sia il discorso delle colazioni da asporto. Comunque come primo giorno non è andata male, vediamo nel pomeriggio, sono positivo perché anziché chiudere del tutto mi accontento. Siamo chiusi il lunedì e facciamo asporto dalle 7 alle 12, 30 e dalle 16 alle 19, 30».

E, intanto, prosegue, o meglio riparte il servizio di asporto e delivery anche alla pasticceria San Marco di viale XX Settembre.

Apre oggi con servizio di asporto al bar Porfirio e venerdì con asporto e delivery il Bon Pro – di Giacomo Timbro in via Rinchiosa.

«Ci stiamo ancora organizzando, il domicilio sarà solo per il cibo e partiamo venerdì, per il resto asporto. Ci stiamo attenendo alle regole scrupolosamente, già è una batosta così, incorrere in sanzioni non è il caso. È dura, e più della metà dei miei dipendenti sono in cassa integrazione. Da venerdì si parte con l’asporto al Bon Pro e sarà fino alle 22».

Insomma non senza fatica e con tane idee per tenere alzate le serrande bar, pasticceria e locali si sono dimostrati pronti alla nuova sfida. Bicchieri di plastica e sacchettini fanno il resto: insomma la pausa caffè per il momento si farà a casa propria, in ufficio o i n auto.

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