La protesta
«Ti do un calcio, ti butto dall’alto della nave» «Sei malato? Ma vieni...»
La Spezia
«Ti do un calcio, ti butto dall'alto della nave». «Sei malato? Intanto vieni...». Sono solo alcune delle minacce che i capocantiere rivolgevano a 150 operai del Bangladesh, costretti a turni estenuanti in subappalto. Secondo gli investigatori, si trattava di un sistema consolidato da tempo, che aveva creato 'schiavi' pronti a qualsiasi cosa pur di non perdere il posto, spaventati da minacce e violenze. Dovevano presentarsi sul lavoro anche con la febbre, in piena pandemia.
Ma non solo. Erano costretti, con minacce e percosse, a restituire in contante gran parte della busta paga, apparentemente in regola.
Le indagini, come diciamo anche negli altri articoli in pagina sono partite da alcuni controlli di tipo patrimoniale su migranti ospitati in centri di accoglienza spezzini e operanti all'interno dei cantieri navali. Dalle intercettazioni, pedinamenti e dal tracciamento delle operazione bancarie gli investigatori sono riusciti a dimostrare lo sfruttamento dei bengalesi, minacciati e picchiati, costretti a lavorare almeno 12 ore tutti i giorni per 4 euro all'ora. La minaccia della perdita del posto, e di conseguenza del permesso di soggiorno, faceva sì che anche gli incidenti sul lavoro dovevano essere coperti: gli operai erano costretti a mentire in pronto soccorso, raccontando di improbabili incidenti domestici.
Inoltre le buste paga, apparentemente in regola ma con i contributi al minimo, dovevano essere in parte restituite ai capocantieri. Dalle intercettazioni emerge anche il particolare di lavoratori costretti ad andare a lavorare febbricitanti, anche con la pandemia in corso: lo scorso settembre alla Spezia scoppiò un cluster di contagi proprio all'interno dei cantieri navali, tra lavoratori stranieri residenti in città.
Plauso del mondo politico all'operazione delle Fiamme Gialle, a cominciare dal sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini, ma anche da parte dei sindacati e dalla prefetta della Spezia Maria Luisa Inversini.
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