Il Tirreno

Si prova a ripartire, ma non tutti...

Alessandra Poggi
Si prova a ripartire, ma non tutti...

Parlano le categorie: ristoranti e bar si rimboccano le maniche ma c’è chi decide di rimanere chiuso, causa spese eccessive

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Carrara

Si riparte con l'asporto e la consegna domiciliare: bar e ristoranti si sono organizzati e a mollare non ci pensano proprio. Qualcuno ha deciso di restare chiuso fino a nuovo decreto, ma solo per una questione di ordine pratico. E cioè non andarci in rimessa. Per il resto il mondo della ristorazione si rimbocca le maniche, e tra mille difficoltà anche stavolta ci prova. Ma l'umore è decisamente a terra. Già da tempo bar e ristoranti stavano pubblicizzando sui social e sulle varie piattaforme il servizio di delivery e asporto. Anche se i supermercati con le gastronomie non sono di aiuto, come spiega Nadia Cavazzini, vice presidente provinciale di Confcommercio, presidentessa dell'associazione "Ristorando Carrara" e titolare del ristorante Re Bacco di via Loris Giorgi: «Tutti i ristoranti si stanno organizzando per l'asporto e la consegna a domicilio. C'è un'offerta molto vasta, i supermercati hanno la gastronomia, ci sono le gastronomie degli alimentari e ci sono le rosticcerie, che rispetto al ristorante hanno prezzi concorrenziali. Questa è la mia opinione a livello personale, potrò sbagliare ma la vedo così. Il ristorante non è competitivo rispetto a queste realtà. I ristoranti possono usufruire dei canali social per pubblicizzarsi, ci sono pagine Facebook come ti porto la spesa a casa che ha svolto un buon servizio anche la volta scorsa, e ci presenti anche attività non legate alla ristorazione. E poi come hanno annunciato ci sarà la pagina all'interno del sito del comune di Carrara».

Di situazione drammatica parla Adriano Rapaioli, coordinatore di Confesercenti Toscana Nord: «La situazione è drammatica c'è preoccupazione tra i titolari di bar e ristoranti, si va verso il Natale e al momento è tutta un'incognita su cosa si potrà fare. Da lunedì ci stanno chiamando in tanti per sapere come si devono organizzare. Ci sono alcuni bar che fatte le dovute valutazioni hanno deciso di chiudere perché solo con l'asporto di caffè le spese sarebbero insostenibili. Si parla di calo di lavoro tra il 70 e l'80% soprattutto per i bar e le pasticcerie. Anche la ristorazione soffre - prosegue - perchè a parte la pizza che ormai è un'abitudine diffusa, da noi a differenza di altre città non c'è ancora la cultura della consegna a domicilio». Una situazione difficile anche per Andrea Ghinoi dell'omonimo bar tabacchi: «Noi siamo aperti come tabacchino e il bar funziona solo da asporto. O fai così o sei costretto a chiudere. Viviamo nel terrore di diventare zona rossa da un momento all'altro» —



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