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«Inizia una nuova era, bonifiche subito e paghino i colpevoli»

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Dopo la sentenza del Tar sulla Farmoplant, il presidente di Confartigianato Massa Carrara, Sergio Chericoni, invita le istituzioni ad accelerare i tempi: «La Regione inizi il procedimento di individuazione dei responsabili dell'inquinamento. Hanno cambiato nome e identità- dice Chericoni- Hanno provato a confondere le carte in tavola. Le tracce sono state smantellate e fatte sparire. Ma la pistola fumante è sempre rimasta lì: nei terreni e nelle acque di falda. Brucia ancora dall’esplosione del luglio 1988, dalla nuvole nera che si era sollevata dalla Farmoplant. Ha ancora l’odore del Rogor, sa ancora di veleni. E adesso, dopo almeno 20 anni di attesa, abbiamo finalmente la sentenza del Tar di Firenze che associa la pistola a un colpevole: Edison, erede di Farmoplant e Montedison».

«Al di là del possibile appello al Consiglio di Stato da parte di Edison- continua Chericoni- dalla sentenza emergono aspetti cruciali per la storia del nostro territorio e per gli sviluppi futuri. I consulenti tecnici d’ufficio e di parte coinvolti nella causa hanno prodotto migliaia di pagine per arrivare a capire se l’inquinamento della falda a monte e a valle del sito ex Farmoplant fosse riconducibile all’attività dell’azienda. E i giudici sono arrivati a conclusioni storiche: esiste un nesso causale tra l’attività svolta dalla Farmoplant e la presenza di inquinanti nella zona, anche se non è esclusa la responsabilità di altre imprese; ora è il momento di cambiare passo. Lasciamoci alle spalle errori e divisioni. L’obiettivo deve essere unico a tutti i livelli istituzionali: i Comuni, con Regione, Sogesid e Ministero dell’ambiente chiudano al più presto lo studio della falda, ormai iniziato nell’autunno del 2018, così da avere un quadro esatto della contaminazione e dei flussi delle acque sotterranee, e rendano pubblico il prima possibile il progetto unitario di bonifica della falda, visto che la seconda revisione è già stata consegnata a settembre. Al tempo stesso – prosegue Chericoni - la Regione attivi la procedura amministrativa di individuazione dei responsabili della contaminazione: è l’elemento chiave per andare poi a battere cassa dai colpevoli perché una sola sentenza del Tar non basta. E sarà un atto che certamente provocherà ulteriori ricorsi. Quindi muoversi in fretta diventa la parola d’ordine. Al Ministero dell’Ambiente chiediamo invece se sia possibile avviare una causa civile contro Edison».



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