Sicurezza
Arpat: Farmoplant, una sentenza storica per future sfide
«L’impegno costante dell’Agenzia ha assicurato negli anni un importante risultato per il territorio di Massa»
massa
Nei giorni scorsi è stata emessa una importante sentenza da parte del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana. Il Tar ha respinto un ricorso proposto da Edison S.p.a. contro il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e l'Arpat, Agenzia Regionale per la Protezione della Toscana, che commenta così: «La sentenza rappresenta un risultato importante per il territorio di Massa, attestando il costante impegno profuso nel corso degli anni da parte di Arpat. L’Agenzia ha assicurato, infatti, negli anni, approfondite e complesse attività tecnico-analitiche a supporto delle amministrazioni titolari della competenza sulle procedure di bonifica. La produzione di atti, note e perizie, se da un lato costituiscono la prova dell’impegno dedicato, dall’altro rappresentano anche il presidio esercitato che ha permesso di gestire il contraddittorio con i consulenti della multinazionale Edison S.p.a. Occorre ricordare- continua Arpat- che, nei primi anni ‘90, l'intera area ex Farmoplant ha rappresentato una sorta di progetto pilota nel campo delle bonifiche ambientali a livello nazionale, considerata l’assenza di una normativa nazionale che ne disciplinasse procedure, modalità ed obblighi. In questo senso la Regione Toscana ha provveduto a colmare questo vuoto, dotandosi di una specifica normativa che sarebbe andata ad operare proprio sull’area industriale di Massa Carrara. La legge che delineava le fasi della procedura e le modalità di esecuzione dei lavori ha permesso di restituire al territorio la reindustrializzazione del comparto ex Farmoplant mediante una certificazione degli interventi eseguiti con il vincolo di ottemperare ad alcune prescrizioni, tra cui l'emungimento ed il controllo delle acque di falda che sarebbero state oggetto di verifiche nel corso del tempo».
Fin dalla sua nascita nel 1996 l’Agenzia ha condotto, nel corso degli anni, controlli sulle varie matrici ambientali relazionando periodicamente sugli esiti alle amministrazioni competenti (Comune di Massa, Provincia di Massa Carrara, Regione Toscana e Ministero). Il presidio dell’area da parte dell’Agenzia si è ulteriormente accentuato a partire dal 2000 a seguito della formalizzazione del perimetro del Sito d’Interesse Nazionale (Sin) di Massa Carrara.
«È evidente pertanto- dice sempre Arpat- l'impegno rivolto dall'Agenzia nello svolgimento delle attività di controllo durante l’incedere degli anni ed il divenire delle fasi della procedura di risanamento dell’area in questione. L’intento di oggi è quello di non disperdere il patrimonio di esperienza e conoscenze ambientali apprese sulla gestione delle procedure di bonifica, che potranno, oltre che essere utili e di sostegno per eventuali futuri procedimenti amministrativi, anche supportare i decisori politici che esercitano funzioni d’indirizzo e responsabilità di governo del territorio».
Con una relazione del 2017 Arpat ha trasmesso un importante documento alle Amministrazioni competenti, ribadendo che le attività intraprese sulle acque di falda mediante emungimento di acque da 5 pozzi risultavano ancora inefficaci ed inefficienti, indicando nella relazione anche il riepilogo puntuale degli inquinamenti nelle acque di falda registrati nel corso degli anni, sia all'interno del sito ex Farmoplant, sia nelle aree a monte ed a valle della stessa. Il successivo proseguo dell'iter istruttorio ha poi permesso al Ministero di inoltrare formale richiesta alla Edison S.p.a. di presentazione di un progetto di bonifica. La multinazionale, sull’opportunità della richiesta, ha presentato ricorso al Tar, mentre Arpat, nel corso del contenzioso legale, ha sempre ribadito la propria convinta posizione sull'inadeguatezza ed insufficienza delle attività intraprese dalla Edison. Il resto è storia dei nostri giorni.
«Pur consapevoli che sono possibili ulteriori gradi di giudizio amministrativo- conclude Arpat- non possiamo che esprimere soddisfazione per questa sentenza che riconosce il costante operato dell'Agenzia reso lungo tutto lo svolgersi della vicenda e la correttezza dei metodi scientifici adottati. Il tutto sempre a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini». —
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