Sicurezza
Parte l’operazione di abbattimento del quartiere Matteotti
Aperto il cantiere della Regione, tra pochi giorni via ai lavori Al posto delle case popolari sorgerà un argine anti-alluvioni
AULLA
Negli ultimi giorni, a chi transita per quartiere Matteotti, la porta di ingresso all’abitato di Aulla da sud, non è sfuggita la comparsa di una ruspa e di alcune recinzioni metalliche in attesa di essere installate. Sono anni che quel pezzo di Aulla è destinato a scomparire e stavolta pare che ci siamo, che sia questione di poco.
Il cantiere è stato formalmente aperto ieri dalla Regione Toscana. Ad essere abbattuta sarà la parte di quartiere Matteotti che si affaccia sul torrente Aulella, che tra poco non ci sarà più, ad eccezione del palazzo accanto al ponte, e sarà sostituita da un nuovo argine che garantirà la necessaria sicurezza idraulica. Perché l’alluvione del 2011 non ha infierito soltanto su viale Lunigiana e via Resistenza, con il Magra che si è portato via due vite umane, Enrica Pavoletti e Claudio Pozzi, che attendono ancora giustizia nelle aule dei tribunali, ma ha fatto parecchi danni anche a quartiere Matteotti, con i numerosi abitanti delle case popolari che hanno subito i disagi maggiori. Il tempo a quartiere Matteotti sembra essersi fermato. Sembra, però, perché il tempo non si ferma, continuando a logorare la porta di ingresso all’abitato di Aulla da sud, dove si stagliano, nella loro vetustà e recente squallore di dimore abbandonate a loro stesse, le bianche case popolari che pare stiano per crollare da un momento all'altro, dove non vive più nessuno da tempo, dove i portoni d'ingresso sono stati sbarrati per evitare che qualcuno possa entrarvi per dormire.
Al posto delle case popolarisorgerà un muro d'argine che dovrebbe costare 6 milioni di euro ed avrà un'altezza di un metro e 20 centimetri dal marciapiede, in modo da consentire un minimo di affaccio sulla confluenza con ilMagra.
E se c'è un pezzo di Aulla destinato a scomparire, ovvero quartiere Matteotti, dovrebbe esserci un pezzo di Aulla realizzato ex novo nelle aree ferroviarie dismesse della ferrovia Pontremolese, lo stesso luogo in cui dovrebbero trovare posto le case popolari in procinto di essere abbattute a quartiere Matteotti. Ma il condizionale è d'obbligo. Ricordiamo che pochi giorni dopo l'alluvione del 2011 le 50 famiglie di quartiere Matteotti furono sfollate dalle loro case a seguito di una ordinanza di sgombero per inagibilità. Le scene di disperazione non mancarono: infatti, nonostante l'evidente inadeguatezza degli alloggi, gli anziani in particolare proprio non ne volevano sapere di abbandonare case vecchie e ormai fatiscenti, ma dove erano pur sempre custoditi la loro vita, i loro ricordi, i loro affetti. —
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