«Preoccupati anche i medici, non ci sarà adeguata assistenza»
pontremoli
La Usl Toscana nord ovest era stata molto chiara nei giorni scorsi e le posizioni non cambiano in queste ore: «I pazienti positivi - spiegò la direttrice generale Maria Letizia Casani- non si concentreranno più in singole strutture, come il Noa, ma saranno distribuiti nei vari ospedali». A curare i malati Covid, dunque, saranno anche le strutture lunigianesi di Pontremoli e Fivizzano. Il motivo del cambiamento è chiaro: consentire agli ospedali più grandi, più strutturati e con maggiore potenziale chirurgico di proseguire nell’attività, perché il Noa, come tutti i grandi ospedali dell’azienda, non può farcela a gestire il Covid da solo.
Ma la spiegazione non basta neanche a Clara Cavellini rappresentante pontremolese di Italia Viva: «La trasformazione del reparto di medicina è il classico cavallo di Troia- inizia la Cavellini- per una trasformazione progressiva di tutto l’ospedale. Sono venuta a conoscenza delle intenzioni dell’azienda direttamente dal personale che lavora nel reparto di Medicina- racconta- che esprime forte preoccupazione nel constatare che non sussistono attualmente le condizioni di lavoro in sicurezza necessarie a fornire una adeguata assistenza a pazienti così complessi, ad alto rischio infettivo e di complicanze. Dalle istanze dei lavoratori si evidenziano alcune grosse criticità: l’assenza di un adeguato sistema di zone filtro per pazienti ed operatori, l’assenza di un impianto di ricambio dell’aria, l’assenza nelle 12 ore notturne del medico dedicato esclusivamente ai degenti del reparto; l’assenza di personale medico specializzato in virologia, pneumologia, nefrologia, essenziale per trattare questo tipo di pazienti; l’assenza di spogliatoi. Così- conclude- ci si espone al rischio di denunce da parte di familiari, sindacati e istituzioni locali». —
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