Il Tirreno

Ennesima segnalazione di Franco Ceccarelli 

Lavello ancora pieno di sporcizia «È una discarica»

Ivan Zambelli

3 MINUTI DI LETTURA





Massa

Scene che ormai rasentano la consuetudine sulle sponde del Lavello. Da diverso tempo il fosso è interessato dal costante sversamento di qualsivoglia tipo di rifiuto, sugli argini, direttamente dentro l’acqua. Non riuscendo a mettere fine a questo vero e proprio flagello, è stata installata una rete, chiamata in gergo “panna”, con il compito di contenere gli ammassi di sporcizia che altrimenti verrebbero portati a mare; ed ogni mese, come da routine, i due comuni confinanti si alternano nella rimozione degli stessi. Ma si tratta di una misura tampone, quando ormai il gioco è fatto e che non risolve il problema: come si può ben vedere dalle immagini, attualmente la panna sta arginando diverse decine di chili di plastica, pancali, bottiglie in vetro e di detersivi, oggetti per la casa, giochi per bambini e chissà che altro nascosto sotto l’acqua e dentro ai sacchi. Questo è il punto più critico, dove con le piogge i tanti rifiuti sversati si convogliano; ma anche poco più monte, lungo gli argini, si possono vedere ulteriori carcasse di sacchetti sventrati. Perché ironia della sorte, o forse istinto di sopravvivenza, anche la fauna locale fa la sua parte. Roditori e volatili provano a banchettare con il contenuto dei sacchetti, beccando e mordendo la plastica, e così facendo contribuiscono involontariamente a sparpagliare i rifiuti nel fiume. Ma la panna di contenimento e gli animali che cercano cibo tra i rifiuti sono solo la conseguenza del vero problema: lo sversamento di rifiuti direttamente dentro il fosso. Un comportamento sprezzante delle conseguenze ambientali, da tempo divenuto pratica diffusa, visto l’ammontare dei rifiuti che ogni mese si sedimentano e che necessitano di una ruspa per essere rimossi. A questo punto sorge spontanea la domanda: ma da dove arrivano queste montagne di rifiuti? Da tempo il sentire comune ed i pregiudizi hanno trovato un'immediata risposta: dal campo rom poco più a monte. Ma dagli stessi abitanti del campo arriva una risposta ben diversa, come racconta Gianna: «Il Lavello è sempre stato il bidone di tutti, dei massesi e dei carrarini. Da sempre vengono a buttare dentro al fiume, la notte o la mattina presto. Adesso è aumentato, perché hanno tolto i bidoni della spazzatura ed hanno fatto la raccolta differenziata. I sacchi e i bidoni hanno il codice, così chi non vuole farla viene anzi da noi a buttare, tanto poi è facile darci la colpa di tutto. Ma anche volendo come possiamo fare così tanti rifiuti in un mese?». Dello stesso avviso è anche Franco Ceccarelli, persona molto conosciuta in zona: «La gente che butta la sporcizia dentro il Lavello c’è sempre stata, certe volte è capitato che venissero camion da Sarzana a scaricare. Ci siamo già scordati le condizioni dei bidoni che erano vicino al ponte di via Massa-Avenza? Tolti questi, la gente butta nel fosso». Per questo, Ceccarelli propone piuttosto di mettere una seconda panna, dopo il ponte e prima del campo, così da chiarire almeno la provenienza; o una griglia di contenimento, così da scongiurare che la rete venga bypassata dall’accumularsi di rifiuti. Ma nel complesso ciò che serve non sono dighe, «piuttosto serve maggiore attenzione, non solo da parte delle istituzioni, ma soprattutto da parte dei cittadini. Non si può continuare così nel 2020».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa