Gioco
«Ancora tanti dubbi e notizie parziali» Gli scettici scendono di nuovo in piazza
Chiedono la formazione di una consulta di esperti: «Non basta dire “state a casa”. Devono dare aiuti concreti»
MASSA
La rabbia e la sfiducia tornano in piazza, rivolte non solo verso le tante chiusure del governo, ma anche contro i sindaci di Massa e Carrara, ai quali si chiede un’informazione più capillare sul “reale” andamento dell’emergenza.
Ieri pomeriggio in piazza Bertagnini a Massa si è riunito il “Comitato Apuano”, un gruppo di cittadini che, a vario titolo e con varie conoscenze, contesta le misure messe in campo fino ad oggi e che invoca sostanzialmente un cambio di rotta, non solo nella gestione, ma anche nell’informazione rivolta alla cittadinanza.
«Siamo una terza scelta -spiega Giulio Milani, uno degli organizzatori- tra il populismo di destra e di sinistra. Ciò che vogliamo è maggiore chiarezza nelle informazioni, maggiore coinvolgimento da parte dei sindaci, che si devono confrontare con il territorio. Non è la prima volta che ci rivolgiamo a loro, ma non abbiamo avuto risposte, anzi. Non vogliamo essere abbandonati in casa, vogliamo contribuire, ma vogliamo anche chiarezza su come stanno realmente le cose».
La stessa domanda se l’è posta Maddalena Zucchelli, che ha studiato naturopatia: «Siamo qua perché non ci stanchiamo di fare le solite richieste: dateci dati chiari, vogliamo sapere la differenza tra essere positivi ad un tampone ed avere un virus mortale». Ma oltre alle domande, nel corso degli interventi sono stati esternati anche tanti dubbi. Sempre per la Zucchelli «all’inizio di questa assurdità hanno chiuso molte zone, e tante gente è scappata nel sud Italia, senza mascherine, senza gel disinfettante. Doveva esserci l’inferno al sud, e invece non è accaduto. Perché?».
La sfiducia poi ha riguardato il sistema di tracciamento, i test e tamponi, le misure contro la movida, i ritardi nell’allestire nuovi reparti, il ritorno alla didattica a distanza; insomma, su tutto quanto fatto fino a questo punto. Per Milani «la protezione è dare, non togliere: bisogna dare sostegno alle persone e alle famiglie, a chi ha un’impresa. Non devi dire “non uscite di casa”, piuttosto devi dire “vado io a farti la spesa”. Se sono al mare con due bimbi, ed uno non sa nuotare devo dargli un salvagente, non impedire ad entrambi di fare il bagno».
Per tutti questi motivi il comitato ha stilato una lista di richieste, rivolte ai primi cittadini di Massa e di Carrara: «Censire tutte le strutture sul territorio comunale da poter adibire a scuole; censire e sostenere le famiglie in difficoltà con affitti e pagamenti; potenziare gli autobus ed creare trasporti alternativi; autorizzazione per la tenda presidio». Va da sé che la principale richiesta riguardi la gestione dell’emergenza sanitaria, sulla quale c’è un certo scetticismo; infatti, il comitato chiede che «i provvedimenti vengano motivati su basi scientifiche, che ogni settimana vengano pubblicati report completi e di fonti accertate sull’andamento del contagio, sul quadro clinico dei pazienti ricoverati e deceduti, sull’esatta situazione dei posti disponibili ed attivabili, sulla disponibilità reale della medicina sul territorio (operatori, farmaci, budget)».
Infine, per rendere possibile tutto questo, si richiede la formazione di una consulta, «che annoveri su base volontaria figure di specchiata competenza ed indipendenza e rappresentanti delle diverse categorie sociali e professionali, allo scopo di rendere la collaborazione più stretta, trasparente, partecipata, e di verificare gli impegni presi». —
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