Attenzione
Sentito in aula l’architetto Testa Si discutono le concessioni
aulla
Riparte in aula il processo per l’alluvione di Aulla con il ritorno della presidente della corte, la giudice Valentina Prudente. È stato ascoltato a lungo nella giornata di giovedì uno degli imputati, l’architetto Franco Testa, all’epoca dei fatti dirigente del Comune di Aulla all’ufficio Tecnico. Si sarebbe dovuto sentire anche l’ex vicesindaco Gildo Bertoncini. Il suo esame è però stato rimandato alla prossima udienza, il 13 novembre: venerdì prossimo.
Si è discusso di uno dei punti più complessi del processo e cioè le dinamiche dell’espansione edilizia del comune di Aulla, con le edificazioni fatte in via Resistenza e in via Lunigiana. Secondo l’accusa infatti alcuni lavori e concessioni che furono date dal Comune ebbero un ruolo nel determinare l’alluvione e il disastro che ne conseguì in città. Con la morte di due persone.
La procura contesta dei piani regolatori fuori norma e alcune costruzioni in alveo all’interno del fiume. Testa, difeso dall’avvocato Gianpaolo Carabelli, ha insistito sul fatto che costruzioni in alveo non ne esistono, sostenendo che per verificarlo sia sufficiente andare a vedere ad Aulla.
Sempre secondo la tesi difensiva il grosso dell’edificazione risale a un’epoca precedente, ovvero agli anni settanta e ottanta. E dunque il quadro normativo di allora va considerato nelle sue differenze rispetto a quello attuale. Un esempio portato è quello dell’Autorità di bacino, a quei tempi inesistente. La posizione della procura è che il Comune non ha rispettato alcune normative dell’Autorità di bacino nello stabilire determinati lavori. La posizione della difesa di Testa è che le norme arrivano successivamente, e valgono da quel momento in poi. E che tutti gli interventi rientravano nelle deroghe che l’Autorità di bacino prevedeva. Nelle prossime udienza sarà stabilito un calendario per le testimonianze. —
l.r.d.
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