Sicurezza
«No, qui non sta succedendo come la scorsa primavera»
A Marina di Carrara l’esodo dalle zone rosse al momento non c’è stato. «L’11 marzo ci fu una vera invasione»
carrara
Niente di nuovo sul fronte turisti dal nord: o meglio qualcuno da Milano e dalle zone del nord avrebbe già raggiunto le seconde case di Marina ma non massicciamente come molti temevano. Almeno non ancora. Perché il week end deve ancora arrivare e il sospetto che tanti, in violazione delle restrizioni dell’ultimo dpcm con cui si individuano come zone rosse le regioni del nord, possano scendere a trascorrere il lockdown a Marina, qualcuno lo ha.
Andiamo quindi a fare una capatina, per dare un’occhiata, in uno dei locali più gettonati non solo dalla movida ma dai passanti lungo il molo: il Momento Beach.
Il sole autunnale scalda ancora ma in giro sono in pochi. Lo conferma anche Federica che lavora lì.
“Stamani ho visto una o due mamme con i bimbi che non avevo visto prima, qualcuno che non avevo visto prima l’ho notato -ammette Federica-ma non è successo come a marzo scorso quando il lunedì mattina arrivando per aprire il locale ho trovato il mondo. Ho aperto quella mattina pensando ci fosse una manifestazione. D’estate me lo aspetto ma d’inverno, era l’11 marzo, no. Adesso quello che mi preoccupa è il sabato e la domenica ma non perché penso che possano contagiare, è solo che penso che sia irrispettoso perché il decreto lo vieta”.
Altri baristi ci confermano che i loro clienti raccontano di gente arrivata nelle ultime ore da fuori. Problemi di assembramento del resto non ce ne sono al momento per le strade: il coprifuoco non è ancora iniziato (da stasera) ma già alle nove di sera non c’è più un’anima in giro.
Così raccontano i gestori della friggitoria sul viale XX Settembre, angolo via Garibaldi.
Davanti a loro uno dei gestori della polpetteria è un giovane trentenne, è di Milano e da 2 anni ha rimesso a nuovo insieme alla sua ragazza, colonnatese doc, Arianna il locale che fa angolo tra il viale e via Garibaldi con una formula tutta diversa: servono squisite polpette di tutti i tipi dolci e o salate, vegane e non, oltre a fare caffetteria e asporto.
“Ci aspettiamo che arrivino-racconta anche William-nella speranza che non contribuiscano a peggiorare la situazione sanitaria ma che contribuiscano a migliorare la situazione economica, perché forse lavoreremo un po’ di più”.
Del resto, come ci spiega William, la loro è una attività ancora giovane: a settembre/ottobre hanno avuto un calo del 25%-fa il punto- E’ normale avere un calo dopo l’estate ma non così”.
Al Ristorante le Palme Nicola Del Nero e Alessandro Bandoni sono soci e amici da una vita. Loro ci raccontano che molti sono arrivati dalle zone del nord per mettere a posto e sistemare le loro case e che sarebbero venuti comunque. “Conosco gente che ha dichiarato che passerà il lockdown qua e tanti sono miei amici-dice Nicola-il problema però è che, a differenza che nella primavera scorsa dove là gli ospedali erano in apnea e i nostri ospedali qua erano meno sotto pressione, oggi i nostri ospedali sono messi male esattamente come in Lombardia e non è giusto che si sobbarchino di lavoro in più per chi arriva”.
La pensa diversamente il socio e amico Alessandro:”A Milano ci sono tanti carrarini, studenti o che lavorano là: tanti hanno la famiglia qua, è giusto che gli studenti fuori sede possano tornare a casa e sollevare le loro famiglie da spese in più e chi non lavora, finché non entra in vigore il dpcm, è giusto possa raggiungere i familiari”. —
francesca vatteroni
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