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Bonus bici, la denuncia: «Un incubo il click day»

Bonus bici, la denuncia: «Un incubo il click day»

L’associazione degli artigiani apuani denuncia un sistema lento e limitato «E senza una visione completa di mobilità urbana gli incentivi sono inutili»

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Bonus Bici: click day o via crucis? Lo spiega la Cna di Massa Carrara, la principale associazione degli artigiani, che è pronta, così come già fatto in altre occasioni, a presentare un progetto organico di sviluppo per la mobilità sostenibile. A prescindere dai bonus bici.

«Il click day si è trasformato per molti apuani in un incubo. La corsa ai bonus per biciclette, e-bike e monopattini si è interrotta ancora prima di partire con tanti cittadini “buttati fuori” dal sistema. L’atteso rimborso per molti non ci sarà».

A denunciarlo, come detto, è Cna che aveva già anche in altre occasioni dimostrato contrarietà rispetto ad un metodo che ha palesato molto limiti lasciando scontente imprese e cittadini. Il bonus garantiva, almeno sulla carta, una copertura pari al 60%, e fino a 500 euro per chi fino al 2 novembre ha acquistato biciclette, anche a pedalata assistita, e monopattini. In soldoni, per una bici che costa 300 euro il bonus si traduce in un rimborso di 180 euro, mentre per una che ne vale 1.000 il rimborso si ferma a 500 euro. Per poter ottenere il bonus l’appuntamento era sul sito www.bonusmobilita.it per il 3 novembre con l’accesso governato da registrazione con le credenziali SPID, inserimento della fattura o dello scontrino parlante del venditore ed infine il proprio IBAN.

«Abbiamo avuto molte segnalazioni da parte dei nostri associati che, da consumatori, hanno provato ad accedere al sito per ottenere il bonus. – racconta Paolo Bedini,presidente Cna Massa Carrara – Per quanto favorevoli alla digitalizzazione, questo metodo si è rivelato ancora una volta insoddisfacente anche nel risultato. Come già successo di sono stati malfunzionamenti nella piattaforma o l’incompatibilità dell’identità digitale. Il sistema del click day è da rivedere».

Il bonus ha sicuramente acceso un mercato interessante che è quello della mobilità alternativa. Un messaggio che Cna non sottovaluta: «Più biciclette e mezzi di mobilità moderni presuppongono – spiega ancora Bedini – un conseguente sviluppo di infrastrutture dedicate come piste ciclabili e strade con corsie dedicate. Ad oggi non esiste una pista ciclabile che colleghi, per esempio, Marina di Carrara a Marina di Massa. Questo è solo un esempio dei grandi limiti a cui la mobilità alternativa deve cedere. Il territorio non può più rimandare una programmazione consapevole».

La principale associazione degli artigiani è pronta, come detto, così come già fatto in altre occasioni, a presentare un progetto organico di sviluppo per la mobilità sostenibile: «Se chiedi ai cittadini di andare in bici – conclude Bedini - poi però devi anche consentire che possano farlo in sicurezza. Il futuro si chiama mobilità alternativa, ad impatto zero, sul modello delle città del Nord Europa. Ma per arrivare fino a lì c’è bisogno di un cambio di mentalità. Noi siamo pronti, anche questa volta, a fare la nostra parte per mettere insieme tutti gli attori che possono dare un contributo per la redazione di un progetto di viabilità innovativa che colleghi la Lunigiana al resto del territorio». —



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