«Ambiente e marmo, insieme è possibile»
Il vicesindaco Martinelli, Montesarchio e Dell’Amico «Pronti al confronto, ma rischio idraulico scongiurato»
carrara
Salvaguardare le Alpi Apuane in quanto paesaggio unico e non riproducibile, tutelare il territorio dal rischio idraulico e geomorfologico, assicurare lo sviluppo sostenibile delle attività estrattive, promuovere la filiera corta, tutelare i beni storico culturali connessi con l’attività estrattiva valorizzandone la fruizione turistica: sono questi gli obiettivi, ambiziosi, messi nero su bianco all'interno dei Pabe, i piani attuativi dei bacini estrattivi approvati nei giorni scorsi dal Consiglio comunale.
Dopo i commenti a caldo, l'amministrazione entra nel merito dello strumento per raccontare alla città le importanti innovazioni contenute nel dispositivo: a iniziare da quelle di natura ambientale e di tutela della sicurezza idrogeologica. “Nel corso della stesura dei Pabe l’ambiente è stato sempre posto al centro dell’attenzione insieme al tema della sicurezza idraulica: abbiamo cercato di conciliare queste esigenze con la necessità, imprescindibile in questo momento storico, di garantire i livelli occupazionali e gli equilibrio socio-economici dell'intera città” premette il vicesindaco Matteo Martinelli titolare della delega al Marmo. Nei dettagli del dispositivo entra Giovanni Montesarchio, presidente della commissione Ambiente: “In materia di tutela delle sorgenti, vengono definite aree dove è vietata l’apertura e la prosecuzione di qualsiasi attività e zone in cui sono stabilite prescrizioni stringenti, tra cui la presentazione di un dettagliato studio idrogeologico per verificare la compatibilità delle tecniche di taglio utilizzate con la tutela delle sorgenti. Le attività devono inoltre eliminare i rischi di contaminazione dei reflui di lavorazione derivanti dall’attività di taglio, indirizzandoli verso gli impianti di trattamento e impermeabilizzando le fratture presenti. E’ previstal a tutela di cave a pozzo e ravaneti storici, che rallentano il corso delle acque meteoriche a valle, e vietata la formazione di nuovi ravaneti”.
E parlando di sicurezza idrogeologica, il presidente della commissione Marmo Stefano Dell'Amico spiega: “Oltre al divieto di creare discariche di cava ogni impresa deve istituire un registro per annotare le quantità e la tipologia del materiale in entrata ed in uscita all’area di stoccaggio provvisorio”.
«Siamo disponibili - concludono - a confrontarci nel merito senza contrapposizioni dannose e pericolose perché vogliamo raccontare a tutti i lavoro che abbiamo fatto per creare strumenti in grado di far convivere esigenze occupazionali, ambientali e paesaggistiche». —
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