Il Tirreno

la proposta di Leandro Tamagna 

«Abbassiamo l’Iva dal 22 al 10 per cento, i saloni sono vuoti»

Alessandra Poggi
«Abbassiamo l’Iva dal 22 al 10 per cento, i saloni sono vuoti»

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carrara

Parte da Carrara e precisamente dal Salonservice di Leandro Tamagna la campagna per far abbassare l'Iva ai parrucchieri dal 22% al 10%.

Tamagna è il titolare del punto vendita di viale XX Settembre ad Avenza ed è uno più grandi distributori di prodotti per parrucchieri della zona, con oltre 25 anni di esperienza nel settore. In questo periodo contrassegnato dal Covid e viste le numerose restrizioni, molti parrucchieri lamentano il vuoto nei loro saloni. Solo Tamagna ne ha contattati trecento. E tutti hanno ribadito il concetto: nelle ultime settimane il lavoro è calato del 40%. Per questo l'idea di fare fronte comune e lanciare una petizione a livello nazionale per far abbassare l'Iva dal 22 al 10 per cento. Un piccolo passo alla volta, un gradino alla volta per arrivare fino alla vetta: «Più che agevolazioni o contributi a fondo perduto- spiega tamagna- i parrucchieri e gli estetisti in qualità di artigiani in questo momento hanno bisogno di vedersi abbassare l'Iva. Parliamo di due categorie che in questi mesi hanno sofferto tantissimo, e nelle ultime due settimane hanno visto svuotarsi i loro saloni. Ho mandato un messaggio e quasi 300 titolari chiedendo di mandarmi una foto dei loro saloni, e chi voleva anche un pensiero sul momento che stanno attraversando. La mia idea è di passare tutto questo materiale ai giornali per farne un articolo, con una richiesta alle istituzioni di dare un aiuto davvero concreto a questi artigiani, applicando l'Iva a regime agevolato del 10% anziché del 22. Questo perché il loro lavoro - prosegue riguarda un servizio di trasformazione e non la vendita di prodotti, come invece faccio io commerciante. Questo sarebbe un grandissimo aiuto. Un negozio medio incassa circa 150.000 euro l’anno e questa riduzione varrebbe una cifra superiore ai 1000 euro mensili. Avendo contatti con tantissimi colleghi grossisti in Italia questa proposta vorrei farla diventare un grido di battaglia della categoria».

E i commenti sulla mancanza di clienti che stanno mettendo questa categoria in ginocchio sono tanti, come riporta Tamagna: «È un periodo particolare- continua- mi ha scritto Franca Bartola di Marina di Carrara - dice il titolare del Saloon service - speriamo passi presto altrimenti la chiusura ce la facciamo da soli. Massimiliano di Ester parrucchieri invece mi ha scritto che il lavoro in queste settimane è calato ma che anche giugno e luglio sono stati calmi. terrorizzando le persone si alimenta solo il lavoro nero di chi va a casa a fare i cappelli o i trattamenti estetici. E poi - prosegue Tamagna - c'è chi come Manuel dei parrucchieri Capiano di Massa mi ha scritto che non li hanno chiusi, ma li stanno mettendo nella condizione di chiudere automaticamente. la gente ha paura e l'idea di un imminente lockdown spaventa e si cerca di risparmiare. Noi cerchiamo di affrontare un giorno alla volta, con il peso delle scadenze da rispettare sulla testa. Ogni giorno una sfida, appuntamenti disdetti per le ragioni più disparate. Ecco - conclude Tamagna - la situazione è questa, e questi sono solo alcuni dei trecento messaggi che mi sono arrivati». —

Alessandra Poggi

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