Attenzione
Umberto Nesi: «Inutili quelle scogliere»
«Fronte comune anti-erosione». Il presidente di Astra condivide la linea dei “Paladini” di Orietta Colacicco
«Abbiamo l’acqua, salata, alla gola. Bisogna prendere decisioni condivise. Subito». Umberto Nesi, presidente di Astra (Associazione sviluppo territoriale rilancio Apuoversiliese) – chiamato in causa – interviene sul tema dell’erosione del litorale apuano.
«Condivido perché l’ho sempre sostenuto, a voce e per scritto, da oltre 30 anni l’importanza di affrontare il problema erosione in termini di unità fisiografica (bacino dal Fiume Magra al fiume Arno) addirittura coinvolgendo i Comuni liguri di Ameglia e Sarzana», dice in premessa Nesi. Il quale poi si “autocita”, ricordando quanto già aveva sostenuto in passato: «Ripeto per la centesima volta quanto scrissi in un mio elaborato “Spazi costieri…..organismi viventi” risalente al 2013 : “In definitiva sulla costa apuana gli esperti, negli anni, hanno solo realizzato un vero e proprio laboratorio pratico (idrovora, scogliere, isole , palificazioni di ferro e legno, soffolte, geotubi, ripascimenti…..) al fine di dimostrare sul posto ad altre amministrazioni potenziali clienti tutto quello che non si deve fare per risolvere o arginare il fenomeno erosione”.
Non di meno l’Università di Siena “Dipartimento di Diritto dell’Economia” con tanto di documento datato 18 e 19 Giugno 2010 si è espressa circa i danni e pregiudizi ai litorali con opere pubbliche e tentativi (maldestri) di difesa del mare spingendosi addirittura a conseguenze risarcitorie del danno ambientale ed economico provocato richiamando in causa chi progetta tali opere e lavori. Altro che avere il merito di raccogliere “foto” espresso dalla Colacicco».
Quanto agli interventi di ripascimento, il presidente di Astra vuole fare chiarezza: « Stagionale o strutturale, microintervento... Di cosa parliamo? Le tre soluzioni hanno costi economici completamente diversi da mettere sulla bilancia con altrettanti diversi benefici a favore dell’attività turistica della pur parziale unità fisiografica (dal porto di Marina a Forte dei Marmi compreso, Comune che a seguito delle “inutili” difese rigide (ormai lo dicono tutti, escluso Lorenzo Marchetti le cui motivazioni tutt’oggi condivido entrando nel merito della sopravvivenza economica turistica balneare del tratto di Marina centro) che a sua volta denuncia tutte le giuste preoccupazioni “di danno temuto” per una comunità al 100% a vocazione turistica, con l’erosione alle porte di Vittoria Apuana». Nesi chiede dunque chiarezza a chi ci amministra (Regione, Province e Comuni): «Chi paga questi interventi di ripascimento ancora da definire sempre da chi ci amministra se opere emergenziali, stagionali, strutturali. Ancor di più sembra (?) che le opere di ripascimento siano largamente applicate in tutta Italia ed in larga parte del mondo: evidentemente allora chi ci amministra non si documenta. Siamo proprio sicuri? E ancora perché il Comune di Massacon determina n. 1117 del 12 giugno scorso affida nuovamente studi a esperti. La determina recita: “incarico per la redazione di uno studio di fattibilità tecnica economica di opere di difesa all’erosione costiera tra il Frigido e il fosso Lavello redatto sulla base di studi modellistici tra costi e benefici per la collettività”. Importo € 120.780,00 Iva inclusa. Ma non dovevano coloro che ci amministrano fare fronte comune?»
Da qui l’esortazione, condivisa con Orietta Colacicco dei Paladini: «Tutti devono sedersi e discutere a 360 gradi: amministratori, “esperti e anche chi rappresenta veramente il territorio sul piano produttivo Più pragmatismo e meno teoria».
L’associazione Astra che, come da statuto si propone di fare sistema con le attuali attività, dal manifatturiero al comparto industriale e artigianale, dal commerciale al settore turismo, “fermo restando la massima attenzione alla sostenibilità ambientale ed alla reale peculiarità nonché esigenze socio-economiche del territorio”.
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