Toscana
«No al muro sul Frigido» E chiedono copia delle carte del progetto
massa
Italia Nostra interviene sul famigerato progetto della cementificazione delle golene del fiume Frigido: «Appena proposto - spiega il presidente Bruno Giampaoli- era stato già contestato dalla nostra sezione anche attraverso un convegno specifico che si tenne a Marina di Massa. Tutti i nostri esperti idraulici e geologi convennero che il progetto presentasse degli aspetti meritevoli di approfondimento. La nostra posizione- continua l’associazione- auspica la riduzione dell’artificializzazione degli alvei delle sponde di pertinenza fluviale migliorando invece la qualità delle acque e l’ecosistema idrografico particolarmente nei tratti fluviali di pianura e le foci dei fiumi Frigido, Carrione e Versilia. L’asta fluviale del Frigido, in particolare nel tratto della foce dove insiste un Parco Fluviale, dovrebbe diventare un “corridoio ecologico” con interventi di piantumazione di specie arboree igrofile ed autoctone come prevede anche il Pit, Piano paesaggistico che ricorda gli indirizzi comuni a tutto il territorio. In estrema sintesi siamo fortemente critici nei riguardi di questo progetto anche per l'assenza di un adeguato percorso partecipativo. Riteniamo che il confronto, la condivisione siano importantissimi specie quando si realizzano interventi in grado di cambiare l'aspetto del territorio»
Al fine di meglio comprendere le caratteristiche dell'opera in cantiere e per offrire alla cittadinanza l'opportunità di conoscere quanto immaginato per la messa in sicurezza del fiume Italia Nostra chiede copia dei documenti del progetto delle nuove arginature che il comune avrebbe dovuto illustrare in fase preparatoria. «Ci auguriamo che venga affrontato e risolto il problema dell’insabbiamento della foce perché non é più rimandabile. Per chiarire anche questa questione del sovralluvionamento della foce ricordiamo che tutti i corsi d'acqua che sfociano in mari interni, dove non ci sono maree consistenti, hanno la tendenza naturale all'insabbiamento. Nei fiumi importanti, Arno Serchio e Magra si costituiscono depositi sabbiosi lasciando però, data la portata, che il fiume continui ad avere uno sbocco al mare (il Magra è costantemente dragato per le imbarcazioni da diporto). Nei corsi d'acqua minori, dove la portata estiva può essere quasi nulla, si formano dei tappi che una volta preludevano all'impaludamento retrodunale» —
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