Sicurezza
«Da oltre 32 anni aspettavamo un pronunciamento simile»
Massa-Carrara
Esultano i Comitati: «Erano oltre 32 anni che i cittadini del martoriato territorio di Massa Carrara attendevano la notizia della corresponsabilità della ex Farmoplant, oggi Edison S.p.A, relativamente all’inquinamento di una vasta porzione dell’area Sin-Sir di Massa-Carrara. Il Tribunale Amministrativo di Firenze (Tar) ha infatti respinto il ricorso fatto dalla Edison S.p.a nei confronti del Ministero dell’ambiente, di Ispra e di Arpat quando, con nota del 12/04/2018, il Mattm intimava all’azienda di presentare entro sei mesi un progetto di bonifica delle acque di falda che impedissero la contaminazione nell’area ex Farmoplant. In questi ultimi anni, le istituzioni hanno lavorato insieme alla Regione Toscana, al processo di determinazione analitica, denominata di ‘caratterizzazione ambientale’ (che precede la messa a punto di un ‘progetto di bonifica’ più particolareggiato e mirato). Questo processo, comprende un insieme di attività che permettono di “…ricostruire i fenomeni di contaminazione a carico delle matrici ambientali, in modo da ottenere le informazioni di base su cui prendere decisioni realizzabili e sostenibili per la messa in sicurezza e/o bonifica del sito” (Fonte Ispra)». Ricordano i Comitati: «La Edison S.p.a, ha sempre sostenuto di non essere responsabile dell’inquinamento della falda acquifera soggiacente l’area occupata un tempo dal suo stabilimento a Massa. Sosteneva questo, in virtù della barriera idraulica installata e gestita da essa fin dal 1984 (quando ancora lo stabilimento era in produzione), addossandone la responsabilità alla confinante area della ex Rumianca/Enichem (oggi Syndial S.p.a). Le sostanze chimiche, individuate dai tecnici che hanno effettuato le analisi, sono state ritenute, invece, riconducibili alle produzioni di quella fabbrica».
A scrivere sono i Comitati: Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana Aps (Associazione di consumatori regionale), Associazione Comitato Acqua alla gola Massa, Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua (Regionale), Comitato Apuano salute e ambiente della provincia di Massa-Carrara, Movimento Consumatori Aps (Associazione Nazionale), Magliette Bianche di Massa-Carrara
«Gli esiti di questa sentenza erano per noi più che auspicabili - dichiarano i rappresentanti del Comitato - È per questo che ci siamo impegnati a promuovere una petizione, che è stata sottoscritta da oltre 50 associazioni. Tutti insieme abbiamo chiesto ai massimi livelli istituzionali, a partire dal Presidente del Consiglio, che il Tar di Firenze prendesse in considerazione anche gli ultimi esiti analitici effettuati dai tecnici con la ‘caratterizzazione delle falde’. Siamo venuti a conoscenza che i periti di parte hanno potuto integrare quanto già in possesso dei giudici del tribunale, per avere ulteriori elementi per emettere una sentenza adeguata. Una sentenza che rendesse un minimo di giustizia ai danni causati da questo insediamento industriale a questo territorio in termini di perdita di salute e morte dei cittadini esposti al rischio, con centinaia di pozzi ancora inquinati e con grandissimi danni a carico dell’economia locale».
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