Toscana
«C’è una famiglia in crisi» E don Euro intascava soldi
Sentito come testimone il contabile dell’azienda di marmo dell’ex presidente della Massese: all’allora parroco venne consegnato un assegno da 700 euro
/ carrara
Soldi. Tanti soldi. Una gestione “allegra” dei conti della parrocchia. E altro denaro, quello relativo alla vendita di una casa di famiglia in quel di Pontasserchio.
Sono stati questi gli argomenti al centro dell’ultima udienza (ieri in tribunale) a Massa del processo a carico di Gianluca Morini, l’ex parroco conosciuto ormai da tempo come don Euro proprio per le vicende che lo hanno costretto a dover difendersi in un’aula di giustizia in cui, fino ad oggi, non è mai stato presente.
Continuano invece a sfilare i testimoni. Tutti coloro che stanno aiutando, per il momento la pubblica accusa, a ricostruire il copioso faldone a carico dell’ex sacerdote di Avenza, Fossone, Massa e Caniparola.
l’udienza
Sul banco dei testimoni il contabile dell’azienda di Montignoso Traver marmi di Fausto Manfredi, ex presidente della Massese calcio.
Si è parlato di soldi, e in particolare dell’assegno di 700 euro che l’azienda montignosina consegnò al Morini. L’allora parroco aveva consegnato il titolare della ditta chiedendo aiuto (leggi soldi) per aiutare una famiglia in difficoltà. In realtà quell’assegno finì nei conti personali del Morini per quelle che, nell’ambito del processo, sono state più volte definite come “spese pazze”, ossia vacanze, soggiorni in alberghi extralusso e nelle spa in compagnia di giovani escort.
la casa venduta
Nell’udienza di ieri pomeriggio si è parlato anche della vendita della casa di famiglia del Morini a Pontasserchio.
Anche in questo caso sono stati passati al setaccio i conti correnti, i soldi che, lo ricordiamo, fanno parte del patrimonio dell’ex sacerdote Morini attualmente posto sotto sequestro.
la sorelladell’ex don
Doveva essere il testimone clou dell’udienza di ieri. Ma Maria Cristina Morini, sorella di Gianluca Morini non si è vista in tribunale a Massa.
La sua assenza è più che giustificata perché la Morini è stata “controcitata”. In sostanza le è stato comunicato dalla Procura di non presentarsi in tribunale perché, fino alla vigilia, l’udienza di ieri doveva essere rinviata.
In realtà poi l’udienza c’è stata ma con il pm Alessia Iacopini e non il procuratore che ha seguito il processo fin dall’inizio, la dottoressa Alessandra Conforti.
L’udienza è stata aggiornata al prossimo 25 novembre, e in quell’occasione dovrebbe sfilare sul banco dei testimoni la sorella di Morini.
i conti allegri della parrocchia
Se la sorella di Morini non si è presentata erano invece presenti alcuni responsabili della parrocchia di Fossone, una in cui ha operato Luca Morini.
È stata stigmatizzata una gestione “allegra” dei conti della parrocchia in cui, secondo quanto ricostruito in tribunale, don Euro metteva spesso e volentieri le mani.
Il processo è stato aggiornato: continueranno ad essere sentiti i testimoni della pubblica accusa che, lo ricordiamo, sono quasi un centinaio.
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