Il Tirreno

Agenzie di viaggio, aperte ma senza lavoro

daniela marzano

«Siamo come un’edicola senza giornali: nessuno fa vacanze, c’è troppa paura in giro, tutto è fermo. E noi rischiamo il ko»

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massa carrara

Aperti, ma senza lavoro (o quasi), senza nessuna restrizione ma anche senza clienti. Per le agenzie di viaggio/tour operator – uno dei settori più colpiti dalla pandemia – l’effetto Covid è anche paradossale. «In realtà noi siamo ancora in lockdown da gennaio – afferma Federico Faranna dell’agenzia “Viaggi di Mare” di Marina di Massa – e dopo il faticoso lavoro dei rimborsi, l’annullamento prenotazioni, del rientro della gente dall’estero, il lavoro si è fermato e non ci sono state più entrate. C’è stato un piccolo boom a luglio e agosto, ma la maggior parte degli italiani ha prenotato direttamente senza passare dalle agenzie. L’emergenza Covid si è portata via viaggi di nozze, gite scolastiche, viaggi religiosi, viaggi all’estero, le crociere avevano iniziato a rilento ma sono state ribloccate. Questo periodo sarebbe stato dedicato ai mercatini, alle prenotazioni dei viaggi natalizi e alle settimane bianche. Ma i contagi e le limitazioni bloccano la gente. La categoria ha problemi a far fronte alle spese di gestione, alcuni hanno fatto anche investimenti (magari in pullman) e sono in difficoltà». Per questo, spiega ancora, è nato il Maavi (Movimento Autonomo Agenzie di Viaggio Italiane) che sta riuscendo a dare visibilità al settore e che ha portato le sue istanze al governo.nto a tornare in piazza.

Andrea Matteoni della Datitour di Marina di Carrara ha rilevato l’agenzia dal 2000 e ha vissuto tanti momenti critici legati al turismo (stragi, epidemie), ma il Covid assume connotati diversi: «Ci lasciano aperti ma non abbiamo nessun prodotto da offrire. Come una edicola senza giornali o un ristorante senza cibo. Cosa vendi? Il nostro lavoro è legato anche all’estero e dipendiamo anche dalla situazione mondiale. Quello che ti limita poi è anche la burocrazia, conoscere tutta la documentazione necessaria e i protocolli sanitari nei vari paesi e nelle varie città, saper compilare le autocertificazioni ed è per questo che è importante il ruolo delle agenzie perché offriamo ciò che i portali online non sono in grado di fare. Come categoria e come persona non mi piango addosso, frequento webinar e studio continuamente soluzioni e pacchetti nuovi. Ho riconvertitola mia offerta al 90% sul turismo locale e toscano. Non vi è alternativa se ci sono restrizioni. Chiediamo al governo i sussidi promessi per superare questo periodo e salvare i posti di lavoro ora tutti in cassa integrazione».

Per Carlo Ratti, titolare del Malaspina Viaggi ad Avenza, il problema è la paura: «La gente non si muove per paura dei contagi, di non poter ritornare a casa se fosse costretta a una quarantena all’estero o dell’assembramento sulle navi da crociera. È fermo anche il settore business, giusto qualche tecnico che deve viaggiare per necessità. La prima cosa che ti chiedono è l’assicurazione sanitaria».

Altro elemento di criticità è aggiunto da Tiziana Di Marco dell’agenzia Tiziana 2007 ad Aulla: «Non siamo considerati dal Governo, non veniamo mai menzionati. Attendiamo i fondi promessi perché è tutto fermo, non si lavora e la gente non ha soldi. Anche il bonus vacanze alla fine ci ha penalizzato perché non è stato gestito dalle agenzie ma dalle persone fisiche che si sono arrangiate in autonomia. In estate c’è stato movimento in entrata ma noi lavoriamo con il turismo in uscita, e purtroppo non c’è stato. Temo che molte attività alla fine debbano chiudere perché le spese di gestione sono tante». —

daniela marzano

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