Transazione milionaria Pieruccini e Bernardi: se ne occupi la Procura
Carrara
«È una cosa gravissima. La Procura dovrebbe interessarsi della vicenda». Così il consigliere di Alternativa per Carrara Massimiliano Bernardi e il segretario della Lega Nicola Pieruccini (nella foto) che, dopo l'annuncio della sentenza di primo grado del tribunale di Massa sulla vicenda del contenzioso con la Paradiso Spa, convocano una conferenza stampa congiunta. A finire nel mirino del consigliere d'opposizione e del segretario carrarese del Carroccio le scelte sul tema dei mesi scorsi del vicesindaco Matteo Martinelli. «La sentenza del tribunale di Massa (di cui abbiamo scritto nell'edizione di ieri, ndc) fissa a poco più di 5 milioni di euro l'importo del risarcimento che il Comune dovrà corrispondere alla società di Franzoni. A febbraio scorso, con i soliti buoni risultati sbandierati, l'amministrazione annunciava un accordo di transazione da 12,5 milioni di euro. Si parlava di un bene per la città e si incolpava, come al solito e con arroganza e supponenza ingiustificate, le amministrazioni precedenti. In consiglio comunale, ma anche in altre sedi, ci sono gli atti scritti, ho sempre ribadito: bisogna aspettare una sentenza, non si può fare un accordo del genere soltanto con il consulente tecnico d'ufficio», spiega Bernardi. Ebbene, insistono i due: «In pratica Martinelli stava per “regalare” quasi 8 milioni in più, cifre alla mano, all'imprenditore del lapideo, senza la sentenza, ma su una perizia». La questione è di quelle annose. Inizia dal 1981 con la gara d'appalto del Comune di Carrara per la costruzione e la gestione nella zona di Avenza ovest di alcune strutture di edilizia popolare e di un centro commerciale. Paradiso Spa di Andrea Franzoni partecipa, ma non si aggiudica la gara e presenta ricorso. 14 anni fa, nel 2006, la Corte di Cassazione stabilisce che la società di Franzoni aveva ragione. Successivamente comincia così, invece, l'iter legale per quantificare l'entità del risarcimento; sintetizzando, si arriva nel 2018 a una cifra che sfiora i 14 milioni di euro. A inizio anno da palazzo civico annunciano così la strada dell'accordo di transazione (12,5 milioni di euro, di cui 3 milioni alla fine di maggio 2020 e il resto rateizzato, 950 mila euro per 10 anni). La scorsa primavera, l'amministrazione sceglie poi di affidarsi, per valutare l'intera vicenda, al professor Antonio Scudieri, presidente onorario di sezione della Corte dei Conti e docente di contabilità pubblica. La “partita” si riapre, la strada della transazione viene stoppata. Sulla base del parere del professor Scudieri l'amministrazione aveva deciso di revocare l’incarico al consulente e di proseguire l’iter processuale». Si arriva dunque alla sentenza di primo grado dei giorni scorsi del tribunale di Massa che individua un risarcimento di 5.098.923 euro. E Bernardi e Pieruccini in coro chiosano: «Non capiamo il perché di questa frenesia di chiudere con l'accordo di transizione. Si parla di più del doppio della cifra stabilita dal tribunale, bastava aspettare la sentenza. E l'abbiamo ripetuto. È una scelta politica, un atto grave di cui dovrebbero interessarsi le Procure...».
Italia Viva
Anche Fabrizio Volpi di Italia Viva chiede chiarimenti. «La città - insiste Volpi - deve sapere se, come si legge nel comunicato stampa dell’Amministrazione 5 stelle, il pronunciamento sul risarcimento di 5.098.923 milioni di euro emesso dal Tribunale di Massa, è meno della metà della cifra che il Professor Giulio Ponzanelli aveva indicato al Martinelli come conveniente per una transazione». «Italia Viva - inoltre - censura con sdegno infine l'autoincensamento e la mendace ricostruzione dei fatti da parte di De Pasquale». Italia Viva chiede infine «le dimissioni del Sindaco De Pasquale e della Giunta, tranne l’Assessore Anna Galleni e l’Assessore Giovanni Macchiarini che da subito avevano dichiarato guerra a Matteo Martinelli perché si ostinava a voler sprecare 12 milioni e 500 mila euro di soldi pubblici senza una sentenza nella quale fosse individuata l’entità del risarcimento».
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